Sigarette elettroniche danneggiano il DNA, lo studio USA

Le sigarette elettroniche possono danneggiare il DNA e aumentare il rischio cardiaco o di tumori a polmoni e vescica. A sostenerlo è un gruppo di ricercatori della New York University, guidato dal dott. Moon-shong Tang, pubblicato sulla rivista medico-scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

I ricercatori hanno verificato gli effetti di nicotina e nnk (chetoni nicotina-derivati della nitrosammina) emesse dalle sigarette elettroniche su cellule di topo in vitro, riscontrando danni al DNA cellulare di cuore, polmoni e vescica. Un effetto nocivo non soltanto registrato anche a danno dei tessuti umani, ma anzi persino più aggressivo rispetto a quello evidenziato nei roditori. Secondo il dott. Tang le cellule danneggiate dalle e-cig mostrerebbero anche una minore capacità di riparare il danno subito.

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Scettico rispetto ai risultati dello studio della New York University è il prof. Fabio Beatrice, docente presso l’Università di Torino, che ha sottolineato come precedenti ricerche abbiano evidenziato al contrario una minore concentrazione di sostanze cancerogene nelle e-cig rispetto alle sigarette tradizionali.

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Uno studio che smonterebbe il “falso mito” secondo cui le sigarette elettroniche sono da ritenere innocue è invece il parere espresso dal prof. Gerry Melino, docente di Biochimica presso l’Università Tor Vergata di Roma. Il prof. Melino ha affermato che, malgrado non sia stata evidenziata una cancerogenesi vera e propria:

Si è visto che il fumo delle e-cig altera alcune basi del Dna, in particolare la guanosina, in più organi. Quindi non solo nei polmoni, che sono molto sensibili al fumo, ma anche nella vescica e nel cuore.

30 gennaio 2018
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