Le sigarette elettroniche usate da molti fumatori per provare a smettere di fumare emettono sostanze chimiche pericolose, collegate al rischio di cancro negli esseri umani. A sostenerlo è un recente studio condotto dai ricercatori del Desert Research Institute (DRI), un centro di ricerca che da oltre 30 anni si occupa di analizzare la qualità dell’aria nelle città più inquinate del Pianeta.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Environmental Science & Technology edita dalla American Chemical Society. A finire sotto accusa per i rischi per la salute dei consumatori sono gli aerosol, i vapori prodotti dalle sigarette elettroniche aromatizzate.

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L’analisi dei vapori ha riscontrato la presenza di sostanze chimiche pericolose che sono state associate al rischio di tumori. Nello specifico i ricercatori hanno individuato degli aldeidi tossici come la formaldeide, che non vengono prodotti durante l’evaporazione bensì durante la pirolisi.

Questo processo prevede il riscaldamento rapido del liquido. La decomposizione termica degli aromi rilascia vapori pericolosi. L’azione dei composti aromatici sulla composizione chimica e tossicologica del vapore delle sigarette elettroniche al momento è sconosciuta. A sottolinearlo è Andrey Khylstov, uno degli autori dello studio.

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Lo scienziato spiega che la produzione di aldeidi tossici dipende dalla concentrazione di composti aromatici. I liquidi delle e-cig sono disponibili in circa 8 mila aromi differenti. Alcuni, in particolare quelli fruttati, sono particolarmente attraenti per gli adolescenti.

Secondo la FDA il 16% degli studenti liceali fuma sigarette elettroniche. Si tratta del secondo prodotto al tabacco più consumato tra i giovanissimi. Il 12,6% della popolazione adulta statunitense ha provato almeno una volta le sigarette elettroniche. Il 3,7% le usa di frequente.

Lo studio ha esaminato 12 aldeidi negli aerosol prodotti da tre dispositivi elettronici tra i più diffusi. In ogni dispositivo sono stati testati 5 liquidi aromatizzati e 2 senza aromi.

La ricerca ha scoperto che a provocare l’emissione di sostanze pericolose sono i composti aromatici e non i solventi delle sigarette elettroniche, come la glicerina vegetale o il glicole propilenico.

I liquidi contenenti concentrazioni elevate di aromi producevano una maggiore quantità di aldeidi, superiore ai valori previsti dalle linee guida sanitarie. I ricercatori hanno bollato come inaccettabile l’esposizione agli aldeidi provocata dalle sigarette elettroniche, invocando ulteriori studi sui rischi dei liquidi aromatizzati.

11 novembre 2016
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