Sigarette elettroniche: ammesse nei luoghi pubblici, ma non a scuola

Via libera ai fumatori di sigarette elettroniche nei luoghi pubblici. Agli “svapatori” sarà quindi consentito utilizzare i propri apparecchi in bar, ristoranti, mezzi pubblici e cinema, unica eccezione resteranno le scuole. Qui il divieto varrà sia nei locali interni che nei giardini e nelle corti degli istituti scolastici. Soddisfazione da parte degli utilizzatori e dei produttori, meno entusiasti altri commenti, come quello dell’ex ministro della Sanità Girolamo Sirchia.

Le sigarette elettroniche non verranno più associate alle normali “bionde” come violazioni delle “norme a tutela dei non fumatori” grazie allo stralcio dell’art. 51, parte finale del comma 10 bis, della legge Sirchia (legge 3 del 2003), consentendone di fatto il libero utilizzo nei maggiori luoghi di ritrovo e transito.

A farsi portavoce degli interessi legati alle sigarette elettroniche il presidente della Commissione Cultura della Camera Giancarlo Galan (PDL), il cui emendamento ha di fatto rimosso i recenti divieti introdotti con il decreto IVA e Lavoro:

Ho recepito l’appello proveniente da una nuova filiera produttiva, per altro in forte espansione, massacrata da tassazione e da pesanti divieti di utilizzo e pubblicità a causa di un intervento normativo improvviso e forse poco approfondito.

Non mi permetto di dare alcun giudizio medico scientifico su questo prodotto, sono un ex-fumatore da tempo, anche se gli ultimi studi sembrerebbero confortanti, come testimoniato dal Prof. Veronesi. Da convinto liberale quale sono, ho solo ritenuto opportuno non affossare un nuovo modo di fare impresa con una regolamentazione ostruzionistica.

Parole dure quelle di Girolamo Sirchia, ex ministro della Sanità e attuale presidente della Consulta nazionale sul Tabagismo. Si è detto “molto sorpreso” l’autore della legge del 2003 che ha introdotto in Italia il divieto di fumo nei luoghi pubblici, sostenendo poi come quello di aprire alle e-cig nei luoghi pubblici sia:

Un cattivo provvedimento, non certo mirato alla salute pubblica, anche nella parte che riguarda la liberalizzazione della pubblicità. Non è certo una immagine edificante quella di una persona che fuma, anche se si tratta di una sigaretta finta.

Punto di vista condiviso da Giacomo Mangiaracina, Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Prevenzione e direttore dell’unità di tabaccologia dell’università Sapienza di Roma:

La ratio del divieto continua a persistere, per cui ci mobiliteremo per protestare contro questo provvedimento.

12 novembre 2013
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