Sigarette e abbronzatura invecchiano le pelle fino a 11 volte più del normale. Basterebbero poche “bionde” e due ore di esposizione solare ogni giorno per un anno per causare un precoce quanto marcato invecchiamento della pelle. A sostenerlo uno studio condotto dalla University of California School of Medicine e pubblicato sulla rivista Cosmetic & Toiletries Science Applied.

Gli effetti delle sigarette in particolare influenzerebbero lo sviluppo delle rughe in maniera tale da causarne un aumento equivalente a 10 anni per ogni anno di fumo, dato considerato sulla base di un consumo di circa 3 pacchetti al mese. L’esposizione prolungata ai raggi del sole e il fumo non influenzerebbero solo il maggiore o minore insorgere di rughe, ma anche la stessa luminosità delle pelle, la colorazione e la sua morbidezza.

Lo studio è stato condotto analizzando le differenti risposte della pelle in soggetti gemelli (monozigoti ed eterozigoti). Dalle analisi è risultato ad esempio come l’invecchiamento della cute fosse proporzionale al numero di sigarette fumate. A sottolinearlo il Dr. Howard Maibach, dermatologo presso l’istituto californiano, che parla di una vera e propria “smoking face” (faccia da fumatore).

Effetti che però gli esperti affermano siano reversibili. I fumatori che decidano di smettere con le sigarette vedranno la propria pelle come ringiovanita nell’arco di circa 9 mesi, con la stessa che riacquisterà un colorito migliore e maggiore elasticità e tono. Un tornare indietro nel tempo che potrebbe consentire di recupare fino a tredici anni di “giovinezza cutanea” perduta.

3 luglio 2013
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