Chi scrive, aveva d’estate l’abitudine di prendere il treno in direzione Cefalù: l’obiettivo era la lunga spiaggia libera che la cittadina offriva ai bagnanti. Da qualche anno a questa parte, però, l’operazione risulta più complessa, dato che il fiorire di lidi privati ha ridotto le porzioni di spiaggia libera alle parti più periferiche del lungo mare. Destino, quello delle concessioni demaniali a privati che sta toccando a tantissime tra le più belle spiagge della mia Regione.

In questo senso, uno degli ultimi colpi di coda dell’amministrazione Lombardo in Sicilia sembra andare in direzione peggiorativa. La situazione è stata resa pubblica da Legambiente Sicilia: per combattere l’erosione delle coste, la Regione avrebbe incaricato un’azienda di nome Sidra di svolgere tutte le operazioni necessarie. Il finanziamento delle opere, 690 milioni di euro, avverrà ad opera di privati, i quali riceveranno in cambio il diritto a gestire privatamente i tratti di costa messi in sicurezza. E la Regione Sicilia contribuirà ai lavori di costruzione degli impianti turistici con un buon 20%. A conti fatti con una cifra superiore ai 600 milioni di euro.

In pratica, secondo Legambiente il governo Lombardo starebbe svendendo le sue coste a meno di 90 milioni. L’uso del demanio pubblico sarebbe concesso per 30 anni, prolungabili a 50. Il commento di Cogliati Dezza, presidente nazionale dell’associazione, non potrebbe essere più duro:

Se il progetto dovesse essere approvato, si potrebbe addirittura concedere a terzi la possibilità di realizzare stabilimenti balneari, incassando gli oneri concessori che attualmente incassa la Regione. In sostanza, per tutta la durata della concessione, il gruppo di società proponenti diventerebbe il proprietario di fatto della costa siciliana. E francamente, di tutto la Sicilia ha bisogno tranne che di fare un nuovo regalo alla speculazione edilizia, che è sempre stato un regalo all’illegalità.


Sulla stessa scia anche Legambiente Sicilia:

Se la Regione dovesse nella sostanza pagare quasi per intero le opere di messa in sicurezza della costa, perché dovrebbe in cambio cedere per alcuni decenni la costa siciliana? È evidente come si tratti solo di una gigantesca speculazione, una vera e propria svendita delle coste siciliane priva di qualunque ritorno economico per la Regione. Una speculazione che rischierebbe di devastare definitivamente un ecosistema già molto provato da decenni di abusivismo edilizio e d’infrastrutturazioni dissennate.

Facciamo appello al Governo, ormai agonizzante, perché eviti di lasciare dietro di sé ulteriori macerie.

Fonti: Legambiente

1 giugno 2012
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