La ricerca scientifica sta fornendo sempre maggiori prove a dimostrazione di come i cambiamenti climatici causati dall’attività dell’uomo siano correlati a fenomeni come ondate di calore, siccità e inondazioni, che si verificano ormai su scala globale. Il surriscaldamento della superficie terrestre è ritenuto responsabile di eventi che hanno un impatto diretto sulla vita delle persone e sul sempre più delicato ecosistema ambientale.

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Ne emerge un’urgenza sempre maggiore per quanto riguarda il taglio delle emissioni inquinanti, in modo da contrastare eventi come l’ormai rapido scioglimento dei ghiacci dell’Artico, che hanno ripercussioni dirette sulle condizioni meteorologiche di Europa, Asia e Nord America.

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L’aumento dei gas serra nell’atmosfera è da molto tempo ritenuto uno dei presunti responsabili del verificarsi di eventi estremi, ma dimostrarne la relazione è da sempre complesso, per via dei numerosi fattori da prendere in considerazione. Un nuovo studio esamina fenomeni come la siccità record che si sta registrando in California, il brusco innalzamento delle temperature che di recente ha interessato gli Stati Uniti e la Russia, nonché le forti inondazioni che nel 2010 hanno colpito il Pakistan.

La ricerca si basa sull’analisi di quelle che vengono chiamate Planetary Waves, ovvero pattern di venti che circolano nell’emisfero boreale, fra i tropici e il polo. Solitamente la loro direzione punta verso est, ma con particolari condizioni di temperatura tendono a fermarsi, provocando così l’esposizione di intere regioni, per periodi estesi, alle stesse condizioni meteo: mancanza o eccesso di piogge, appunto.

Questo tipo di eventi è avvenuto sempre più spesso nel corso degli ultimi decenni. Il motivo è da ricercare nel fatto che, solitamente, le grandi correnti vengono mosse dalla differenza di temperatura fra i tropici e i poli, alterata proprio dal riscaldamento globale: per quanto riguarda le regioni artiche si punta il dito contro lo scioglimento dei ghiacci.

Un problema che finisce con il riguardare i territori e le popolazioni a ogni latitudine, come si può osservare nelle immagini allegate di seguito: a sinistra il jet stream (flusso dei venti) regolare mantiene le zone più a nord fredde e quelle più a sud calde, mentre un blocco anche temporaneo della corrente provoca scompiglio, esponendo zone solitamente interessati da un clima mite a temperature più rigide e viceversa.

28 marzo 2017
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