Sì all’acqua pubblica, i commenti del comitato promotore

La vittoria dei sì ai due quesiti sull’acqua è stata nettissima: 95,35% per i Servizi pubblici locali e 95,80% per il quesito sulla Tariffa del servizio idrico. Grande soddisfazione è stata espressa da strong>Valter Bonan del comitato per il Sì:

È un risultato straordinario di democrazia partecipativa indipendentemente dagli appelli al non voto lanciati anche da parte di esponenti del governo. Questo sottolinea un percorso di riflessione che è cresciuto tra le comunità e tra i cittadini grazie al lavoro sul territorio dei comitati e dei moviment.

Lo stesso Bonan non nasconde come restino ancora moltissime cose da fare:

Per quando riguarda la gestione del servizio si azzera il rischio dell’obbligatorietà della privatizzazione. Resteranno le gestioni attuali: miste, di società quotate in Borsa e in house, cioè di Spa. Secondo noi queste formule non sono coerenti con un’idea di gestione di diritto pubblico che per noi rimane una garanzia fondamentale nella gestione dei servizi essenziali dei cittadini. E per quanto riguarda l’obbligo di svendere le azioni da parte del pubblico, cioè l’obbligo entro il 2015 per le società quotate in Borsa di avere una percentuale di azioni in mano al pubblico non superiore al 30%, questo non avverrà.

Secondo noi deve essere modificata la normativa di settore e si deve ripartire dalla discussione dalla nostra proposta di legge di iniziativa popolare già depositata in Parlamento. Vanno individuate nuove modalità di finanziamento anche attraverso proposte innovative, come per esempio quella che prevede la partecipazione dei cittadini alla costruzione di infrastrutture. Un esempio in questo senso arriva da una proposta della Toscana che ha lanciato l’idea di un azionariato popolare oppure da iniziative come quelle di consorzi diretti di gestione e investimenti che sono realizzate in comunità montane. Poi si possono ripensare anche le concessioni per la produzione di acque minerali che sono sottodimensionate dal punto di vista degli introiti dello Stato oppure si possono introdurre tasse di scopo per evitare alcuni sprechi come quelli delle bottiglie plastica utilizzate nella produzione di queste acque.

Eppure, i dati positivi cominceranno a vedersi anche nel breve periodo. Infatti, eliminando il 7% di guadagni nella gestione dei serivizi, le bollette inizieranno a diminuire sensibilmente. Sarebbe, però, un errore accontentarsi:

I cittadini hanno voluto rivendicare che questi servizi devono rimanere sotto il controllo pubblico quindi bisogna ripartire dall’iniziativa che abbiamo presentato ripensando tutto: serve una nuova legge. Si tratta poi di capire se le istituzioni saranno in sintonia con il volere dei cittadini o tenteranno di svuotare il significato referendario facendo rientrare dalla finestra quello che era uscito dalla porta.

14 giugno 2011
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