Stati Uniti a rischio “default” e arriva la chiusura per l’EPA. L’Environmental Protection Agency (Agenzia di Protezione dell’Ambiente) USA è una delle possibili “vittime” del procedimento di “Shutdown” con cui si sta confrontando in queste settimane Barack Obama. Elevato il prezzo chiamato a pagare dalla tutela ambientale, sia in termini di occupazione che di interventi sul campo.

L’ingente taglio alle spese cui va incontro l’amministrazione Obama ha già provocato oltre 15 mila licenziamenti per i dipendenti EPA, circa il 94% di loro. A conservare il posto sono per lo più gli addetti alle emergenze che rappresentano una “minaccia imminente” per l’uomo, siano fughe di sostanze tossiche o la lotta agli incendi.

A fare le spese della crisi USA sono stati anche i molti parchi naturali e il patrimonio monumentale statunitense, in molti casi sottoposti a chiusura forzata. Tra questi il Parco nazionale di Yosemite e la stessa Statua della Libertà. A rischio per mancanza di fondi sembra sia anche uno dei vanti statunitensi, l’agenzia spaziale NASA.

Il rischio concreto di “bancarotta” statunitense ha inoltre imposto l’interruzione del servizio per le centraline che controllano la qualità dell’aria, impianti per il trattamento di acque reflue e industriali, dei rifiuti, mentre a rischio potrebbe persino esserci il programma voluto dallo stesso Obama per il controllo del clima.

A saltare sarà inoltre uno dei progetti più importanti in ballo, quello che l’EPA portava avanti per l’imposizione di limiti alle emissioni di CO2 da parte delle centrali di produzione elettrica. Sospesi anche i programmi orientati alla ricerca e all’efficienza energetica, mentre a chiudere oltre all’EPA sembra destinata anche la National Oceanic and Atmospheric Administration, i cui dipendenti (impegnati tra l’altro nel monitoraggio della salute degli oceani e del clima) sono stati licenziati in blocco.

Spinge a riflettere il timore espresso da John O’Grady, uno dei sindacalisti dei dipendenti EPA, che teme possa esserci dietro il bene placito del Partito Repubblicano per ostacolare le attività dell’agenzia per l’ambiente a favore della produzione di biocarburanti e dell’imposizione di sanzioni ai grandi gruppi industriali inquinanti.

4 ottobre 2013
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