Il modo di fare acquisti del futuro è lo shopping on line. Sono molte le realtà che stanno studiando un sistema per fare le consegne a domicilio addirittura con i droni. Al momento però vengono fatte soprattutto con i camion e questo, secondo uno studio di un team di ricercatori dell’Università del Delaware, le renderebbe poco sostenibili.

Sebbene venga spontaneo pensare che la trasformazione del mercato in questo senso preveda un risparmio di energie e consumi sembrerebbe non essere proprio così perché, se anche noi risparmiamo viaggi per acquistare comodamente da casa senza recarci in affollati negozi e centri commerciali ed è richiesto un consumo inferiore di energia per lo stoccaggio delle merci, è anche vero che invece di viaggiare tutte assieme verso un’unica destinazione prendono ciascuna una via diversa mettendo su strada un numero nettamente superiore di camion, che oltre a inquinare di più contribuiscono ad aumentare i rischi per la sicurezza.

Se le strade cittadine e di paese sono state progettate principalmente per la circolazione e il parcheggio delle automobili, con il notevole aumento della circolazione di piccoli e grandi camion per le consegne a domicilio aumentano i parcheggi rischiosi e il traffico in genere e questo, per un sistema viario precedentemente sviluppato su standard inferiori, può essere un consistente problema.

Tutto ciò in realtà è abbastanza intuitivo, ma i ricercatori ci sono arrivati concentrando per anni i loro studi e facendo delle misurazioni precise a Newark, città del Delaware. Sono stati raccolti dati per mezzo di un sondaggio, per capire quali erano i comportamenti legati a questo metodo di acquisto. Il tutto è stato poi studiato per categorie di prodotto e in seguito sono state fatte simulazioni e analisi dei dati. Questo ha portato a quantificare un tipo di impatto a livello ambientale che non si immaginava.

I risultati sono stati raccolti nel testo “Impacts of Home Shopping on Vehicle Operations and Greenhouse Gas Emissions” pubblicato sull’International Journal of Sustainable Development and World Ecology. Mingxin Li, co-autore della ricerca, spiega:

I nostri risultati di simulazione hanno dimostrato che lo shopping a casa pone un onere supplementare per la rete di trasporto locale, che viene individuato attraverso quattro misure di efficacia: il tempo di viaggio, il ritardo, la velocità media, e le emissioni di gas a effetto serra prodotte.

Tra l’altro le varie misurazioni hanno consentito di appurare che lo shopping on line nella realtà non riesce a ridurre neanche i chilometri medi percorsi in auto dai consumatori perché come spiega Arde Faghri, l’autore della ricerca e professore presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale e direttore del Centro per i Trasporti del Delaware:

Abbiamo riscontrato che il numero totale delle miglia percorse in auto non è diminuito affatto con la crescita dello shopping on line.

Questo suggerisce che la gente sta usando il tempo risparmiato facendo la spesa su internet per fare altre cose come mangiare fuori al ristorante, andare al cinema o andare a trovare gli amici.

C’è da specificare che si tratta di dati parziali e analizzati in uno spazio limitato e che oltretutto è stato analizzato solo il comparto degli acquisti a livello domestico, escludendo il cambiamento che l’online possa portare sulle realtà del grande commercio o a livello industriale.

Tuttavia la logica con cui il sistema funziona potrebbe essere applicata anche a grande scala, sicuramente la cosa merita gli opportuni approfondimenti perché sembra che siano molti più di quelli che si possono pensare gli aspetti implicati in un cambiamento del genere. Ben più del previsto potrebbero essere anche gli adattamenti da fare per rendere lo shopping on line più sostenibile.

8 febbraio 2016
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