Shale gas in Italia, sì o no? Alcune dichiarazioni rilasciate a Bruxelles dal ministro Zanonato fanno scoppiare la polemica, tanto da indurre lo stesso titolare dello Sviluppo Economico a una precisazione che ha il sapore del dietrofront. Andiamo però con ordine.

Ieri, a margine di un convegno nella capitale belga, l’apparente apertura:

Abbiamo ridotto le aree dove si possono fare le estrazioni, ma in alcune aree vogliamo farle perché si tratta di aumentare l’autonomia nazionale. Anche i rigassificatori sono necessari, soprattutto se in prospettiva importeremo lo shale gas.

Immediate le reazioni negative, a cominciare da quella di Legambiente, che ha subito definito “insensata” la politica energetica nazionale, ancora incentrata sulle fonti fossili. L’associazione ha sottolineato le conseguenze ambientali del fracking e la necessità di una normativa che vieti l’utilizzo di queste tecniche estrattive, come già avviene in Francia.

Ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente:

Non lo credevamo possibile e invece si può sempre far peggio. Il ministro dello Sviluppo economico Zanonato, nonostante questa pratica sia esclusa dalla SEN e in barba sia alla risoluzione sul fracking e le sue conseguenze ambientali approvata lo scorso 20 settembre dalla Commissione ambiente della Camera, che alle preoccupazioni espresse in tutto il mondo sulle attività estrattive non convenzionali utilizzate per l’estrazione dello shale gas, ha annunciato di voler avviare estrazioni di gas di scisto.

Ci ha pensato allora Zanonato in persona a gettare acqua sul fuoco, precisando di non aver voluto fare riferimento, nelle sue dichiarazioni, allo shale gas, quanto piuttosto alla necessità di rilanciare la produzione nazionale di oil&gas tradizionale.

Non senza, aggiunge la nota diffusa dal ministro, aver prima ridotto e meglio definito le aree marine di possibile estrazione. Per quanto riguarda infine lo shale gas, il comunicato punta a fugare ogni dubbio: la sola importazione dagli Usa e da altri Paesi sarà presa in considerazione come opportunità.

6 novembre 2013
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I vostri commenti
Francesaco Scarinci, mercoledì 18 dicembre 2013 alle12:47 ha scritto: rispondi »

Scaroni, Zanonato, tutta gente che viene dal passato, che non ha futuro , o ne ha poco, e che sa solo fare ciò che ha sempre fatto. Il mondo proseguirà dopo di loro, ma nelle condizioni in cui loro lo lasceranno....! E' una bella responsabilità, ma della quale non si rendono conto. Il denaro alla loro età è tutto. Per noi il futuro è tutto. C'è una bella differenza di punti di vista! Leggetevi il 5° rapporto sul clima dell' IPCC , poi mi direte. Io sono classe 1948, ma faccio l'insegnante, vedo le facce dei futuri cittadini, e vedo un futuro di stenti e miseria.....grazie ai personaggi di cui sopra.

Pier Luigi Caffese, mercoledì 6 novembre 2013 alle18:35 ha scritto: rispondi »

Zanonato è uno solo, in un ministero detto dello sviluppo ma in effetti della deindustrializzazione che non sa supportare il Ministro facendogli fare gaffe mostruose.Se Scaroni pensa di trivellare l'Italia si sbaglia.Se pensa di far retrocedere le rinnovabili verrà impalato dall'Europa che ha definito looseurs i 10 del gas.Che lui investa in shale negli Usa sono fatti dei suoi azionisti,anzi dico in ritardo perchè Total dopo i Cinesi è il 3° investitore Usa.Ma non ci venga a dire che lo shale importato è conveniente.La Commissione sta trattando ma oltre 15 $ MBTU non è piu' conveniente e L'Eni viene fatta fuori per prezzi cari(vuole 23$ MBTU).Zanonato è attorniato da mediocri messi li da Passera,quello della Sen da rifare,da 90 miliardi di investitori stranieri sull'unghia.Li avete visti?Ho detto a Zanonato di darsi allo Sviluppo Durevole che se ne frega di importare gas ma che produce lo syngas da acqua,mare,sole,vento.Lo fanno francesi e tedeschi.In Italia non siamo tutti allocchi come ci fa comparire Scaroni,sappiamo fare una energia a 20 euro il MWh con syngas e biofuel,Ma gli rode,ah se gli rode.

Angelo, mercoledì 6 novembre 2013 alle13:04 ha scritto: rispondi »

....Speriamo bene...! Noi della bassa modenese siamo già in fibrillazione al solo sentir parlare o leggere sulle eventualità di ripresa delle trivellazioni !

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