Il Parlamento europeo ha approvato lo schema della nuova direttiva sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), che riguarda anche il gas di scisto e dovrà entrare in vigore entro il 2016. Adesso il provvedimento dovrà essere oggetto di negoziati con Consiglio e Commissione UE, affidati al suo relatore Andrea Zanoni.

La proposta di Direttiva è stata accolta dall’europarlamento con 339 voti favorevoli e 293 contrari. Il documento prevede che la nuova VIA sia applicata a circa 200 tipologie di progetti pubblici e privati, dai ponti alle autostrade, dai porti alle discariche di rifiuti, fino agli allevamenti intensivi di pollame o suini. Si tratta della quarta modifica, la prima sostanziale, in materia di Valutazione di Impatto Ambientale in 28 anni di applicazione di questa procedura. Ha commentato Zanoni:

È un giorno storico per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini in Europa. Abbiamo sconfitto la lobby delle industrie che inquinano di più e approvato una direttiva sulla VIA che tutelerà più l’ambiente e i cittadini. Abbiamo compiuto un passo storico verso una maggiore tutela ambientale in Europa nel contesto della realizzazione delle grandi infrastrutture, che troppo spesso vengono realizzate con poco se non scarso rispetto dell’ambiente.

Il nuovo testo, in particolare, prevede un maggior coinvolgimento dei cittadini e introduce la VIA obbligatoria per il gas di scisto. A questo proposito la Direttiva include nell’allegato I (obbligatorietà di Valutazione d’Impatto Ambientale VIA), sia per quanto riguarda l’estrazione che l’esplorazione, i cosiddetti “idrocarburi non convenzionali”: shale gas, ma anche gas naturale da giacimenti di carbone.

Oltre al gas di scisto, lo schema di normativa estende l’obbligo di VIA alle demolizioni di precedenti strutture, alla realizzazione di parchi a tema (acquatici, parchi divertimento, delfinari ecc,), di campi da golf su terreni aridi e cave per estrazione dell’oro.

Tra le altre novità Strasburgo ha introdotto l’obbligo di indipendenza assoluta del committente rispetto all’autorità competente, un fatto al momento non sempre scontato, soprattutto quando il committente è un soggetto pubblico. Prevista inoltre la maggiore diffusione di informazioni sui rischi per la salute presso la popolazione coinvolta dal progetto interessato dalla VIA, oltre che alle eventuali ripercussioni sul paesaggio e sul patrimonio storico-artistico.

Eliminata, inoltre, la possibilità per i Paesi membri di concedere deroghe speciali a determinati progetti (le uniche eccezioni restano le opere motivate con ragioni di sicurezza pubblica). Previsti infine un maggiore coinvolgimento dei cittadini e sanzioni più dissuasive in caso di violazione delle norme in materia di VIA.

Ora il relatore inizierà i negoziati con le altre istituzioni europee. L’iter di approvazione della proposta di direttiva da parte dell’Europarlamento è stato rallentato dall’opposizione del blocco più conservatore dell’Aula, composto dalle destre e dai popolari.

10 ottobre 2013
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