L’Europa non può più fare a meno di sfruttare i propri giacimenti di shale gas, con buona pace delle preoccupazioni per l’impatto ambientale del fracking.

Lo sostiene, in una intervista rilasciata al Financial Times l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, aggiungendo che, se non ricorrerà al gas di scisto, il Vecchio Continente si troverà indietro rispetto agli Stati Uniti. Ha detto Scaroni:

Le economie europee dovranno fronteggiare la concorrenza a lungo termine con gli operatori statunitensi, i cui prezzi di gas ed elettricità risultano inferiori.

Secondo il manager di Eni, il costo dell’energia non è l’unico fattore che vede l’Europa in svantaggio rispetto agli Stati Uniti: anche la maggiore flessibilità e il costo del lavoro, oltre al differente regime fiscale, rendono il clima generale americano “più favorevole che da noi”.

Il rischio, sostiene Scaroni, è che sempre più investitori trasferiscano i loro affari dall’Europa agli Stati Uniti, soprattutto per quanto riguarda le aziende ad alta intensità energetica.

Scaroni, comunque, ammette la necessità di individuare dei sistemi che rendano il più sicuro possibile il metodo del fracking che viene utilizzato per la produzione di shale gas e che ne riducano l’impatto ambientale. La vera emergenza però, secondo lui, consisterebbe nella concorrenza sempre più spietata da parte degli USA:

Perché mai si dovrebbe investire in Europa piuttosto che in Texas dove il costo dell’elettricità è la metà, quello del gas un terzo, oltre ad altri fattori generali più favorevoli?

23 ottobre 2013
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I vostri commenti
Peter Busca, giovedì 24 ottobre 2013 alle10:38 ha scritto: rispondi »

E' ora che rinunciamo alle energie fossile. Il ns. pianeta è già davanti al collasso, ancora il fracking vuol dire di darlo il colpo finale. L'energia dal sole e vento è talmente tanto che l'Italia potrebbe esportarla e creare ricchezza e posti di lavoro. Il sole ed il vento non ci costa niente e non inquina, mentre energia fossile costa e inquina tanto quanto portare il ns. pianeta al collasso. La lobby ed i politici lo capiranno quando sarà tardi.

giorgio zerboni, mercoledì 23 ottobre 2013 alle21:01 ha scritto: rispondi »

Se in Europa, e soprattutto in Italia, vogliamo avere ancora qualche possibilità di rimanere una potenza industriale, dobbiamo sfruttare le nostre fonti di energia. Se il nucleare non lo vogliamo, e l'energia eolica non la sappiamo gestire, e i termovalorizzatori sono sempre bloccati dal primo comitato di quartiere che si sveglia la mattina, rischiamo di dover ricorrere in emergenza a fonti di energia dall'impatto ancora non ben conosciuto, come il fracking. Io sono per l'eolico e i termovalorizzatori, ma bisogna darli in mano a gente seria.

Angelo, mercoledì 23 ottobre 2013 alle17:50 ha scritto: rispondi »

E quale costo avranno le catastrofi causate dai terremoti ( vedi Ohio ) in termini di vite umane e materiali ?

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