La vicenda dello shale gas continua a scuotere l’opinione pubblica britannica. Le proteste della popolazione si stanno facendo sempre più pressanti ed è notizia di ieri una nuova manifestazione a Selford di cittadini che non vogliono che il loro territorio venga trivellato per estrarre il gas scisto. La popolazione è infatti preoccupata per le ricadute sull’ambiente (l’estrazione è molto inquinante), ma anche per la propria sicurezza, considerate le recenti connessioni negli USA tra trivellazioni e terremoti.

Per andare incontro alla popolazione il Premier David Cameron ha deciso di prendere provvedimenti. Non pensa però a ridurre le trivellazioni, ma semplicemente a tassarle. Il suo progetto è di raddoppiare la tassazione per quelle aziende che estraggono il gas scisto dal sottosuolo britannico e far confluire questo flusso di milioni nelle tasche dei cittadini. Una mossa politicamente eccezionale, ma che la popolazione non ha accolto per niente bene.

Il gruppo di ambientalisti Amici della Terra, impegnati nelle proteste delle Midlands dove la Total sta per investire oltre 30 milioni di sterline, ci ha messo poco a definire questa proposta una “tangente” nei confronti dei cittadini. Il Governo in questo modo è come se comprasse il loro silenzio. Le preoccupazioni sono tante, ma lo shale gas è una gallina dalle uova d’oro di cui non si può fare a meno.

Secondo le stime del Governo le concessioni fornite fino a questo momento per le trivellazioni porterebbero nelle casse dello Stato non meno di 1,7 miliardi di sterline (circa 2 miliardi di euro), mentre alle comunità andrebbero tra i 5 e i 10 milioni di sterline più l’1% dei ricavi. Soldi che, secondo la proposta di Cameron, potrebbero persino andare direttamente nelle tasche delle persone che vivono nei pressi dell’area trivellata.

Cameron difende il fracking con il solito scudo dei posti di lavoro creati e del supporto economico che darebbe alla comunità e mira ancora al punto debole della popolazione, il portafoglio, affermando che grazie allo shale gas si potrebbero dimezzare le tasse sull’energia.

L’unico a sollevare qualche perplessità è Tom Greatrex, ministro ombra dell’energia, il quale nonostante abbia affermato che il gas scisto sia fondamentale per il futuro della Gran Bretagna in un’ottica di uscita dal petrolio, ha anche affermato che prima di farlo diventare una priorità bisogna risolvere i problemi che preoccupano i cittadini riguardanti la sicurezza e l’inquinamento.

13 gennaio 2014
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Angelo, lunedì 13 gennaio 2014 alle16:54 ha scritto: rispondi »

Shale Gas ... " gallina dalle uova d'oro "... ma siete pazziiiii ???!!! Chiedetelo agli emiliani della Bassa Modenese, e del ferrarese e ai lombardi della Bassa Mantovana !!!!!

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