Il boom dello shale gas in America sta creando più danni che benefici. Lo ha ammesso neanche tanto tra i denti, nel corso di un discorso pubblico, il CEO di EXXON Mobil Rex Tillerson. Da una parte Tillerson ammette che con il gas la sua compagnia non sta facendo soldi, dall’altra afferma pure che bruciare combustibili fossili ha un impatto sul clima.

L’allarme di Tillerson parte dal portafogli, è riferito ai prezzi bassissimi del gas naturale negli Stati Uniti, ed è chiarissimo:

Stiamo perdendo la camicia. Non stiamo facendo soldi. È tutto in rosso…

Che lo sviluppo praticamente incontrollato dello shale gas in USA stesse modificando in maniera irreversibile il mercato dell’energia era ormai chiaro: la produzione di energia elettrica da carbone è crollata, c’è tanto di quel gas che non si sa dove metterlo perché i depositi sono tutti saturi, persino Barack Obama si è dovuto muovere creando un’apposita interagenzia governativa per regolare le estrazioni del gas di scisto.

Come se non bastasse, lo shale gas ha un impatto assolutamente negativo sul clima. Lo aveva annunciato poco tempo fa la Banca Mondiale, ora lo conferma lo stesso Tillerson allargando il concetto anche agli altri combustibili fossili:

Chiaramente ci sarà un impatto. Ma abbiamo speso la nostra intera esistenza nell’adattarci e ci adatteremo. È un problema di tecnica e ci sarà una soluzione tecnica.

Infine Tillerson se la prende con i “giornalisti pigri” che alimenterebbero un eccessivo allarme nei confronti di petrolio, gas e shale gas senza realmente investigare sui fatti e con gli ambientalisti che “costruiscono la paura” senza comprendere le tecniche di perforazione, la matematica, la scienza e l’ingegneria.

Se non fosse che giornalisti e ambientalisti dicono da almeno trent’anni quello che Tillerson ammette solo oggi, verrebbe quasi da ascoltarlo senza scoppiare a ridere.

| Wall Street Journal

3 luglio 2012
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