Northern Petroleum non cerca shale gas e non eseguirà trivellazioni orizzontali né fracking nel pozzo “La Tosca 1″ a Ravenna, all’interno del permesso di ricerca “Longastrino”. Dopo i fortissimi dubbi che abbiamo avanzato alcune settimane fa, quando NP ha annunciato ufficialmente l’inizio delle trivellazioni, ora arriva la secca smentita dell’azienda.

Con un comunicato stampa ferragostano di poche righe Northern Petroleum nega ogni attività potenzialmente pericolosa all’interno del permesso Longastrino:

Il sito esplorativo La Tosca 1 è situato approssimativamente a 4 chilometri a nord-est del giacimento esausto di gas di Alfonsine nel bacino della Valle del Po in Italia. Il luogo ricade all’interno del permesso esplorativo Longastrino. La licenza a esplorare è stata ottenuta da Northern Petroleum Limited il 24 ottobre 2005.

Il punto in superficie [dove si trova il pozzo] è situato in un’area di campagna a sud del fiume Reno. Casolari abbandonati sono situati a circa 400 metri a sud e sud-ovest del pozzo La Tosca.

Il pozzo mira a raggiungere una sequenza di riserve di gas convenzionale (di origine biogenica, al 99% metano) entro tre strati:

1) La formazione Porto Corsini (basso Pliocene)
2) Alto Miocene – Anomalia sismica di amplitudine
3) Pleistocene inferiore

È noto che la Valle del Po orientale, dove è situato il pozzo La Tosca, è stata trivellata molte volte in cerca di gas convenzionale dal 1940 in poi ed è noto che è una regione altamente produttiva di gas.

Per queste ragioni, Northern Petroleum non ha intenzione di trivellare in orizzontale o di usare il fracking in questo pozzo.

Il sospetto che Northern Petroleum avesse intenzione di usare fracking e trivellazioni orizzontali (con i problemi alle falde acquifere e con la generazione di microsismi che ne conseguono) nel pozzo La Tosca 1 deriva dal tipo di trivella utilizzata. Una Drillmec HH220 specializzata proprio in perforazioni orizzontali.

Ma anche dal fatto che la zona in cui ricade il permesso di ricerca Longastrino è considerata dai geologi, come tutta la Val Padana, ricca di gas e petrolio non convenzionali. Come lo shale gas. E non è tutto, visto che Northern Petroleum ha dichiarato apertamente di voler cercare ed estrarre shale gas anche in Italia. Nel rapporto annuale 2011, nella sezione “Shale oil and gas”, si legge:

L’Italia è favorevole, guardando allo shale gas come un modo di ridurre l’import di gas, abbassando di conseguenza i prezzi e migliorando l’economia.

A quale Italia si riferisca Northern Petroleum quando parla di shale gas non è noto. Probabilmente al nuovo Governo Monti, al suo ministro pro-petrolio Corrado Passera e al suo sottosegretario Claudio De Vincenti. Sempre nello stesso rapporto annuale, infatti, si legge:

Ci sono stati molti segnali che ci hanno incoraggiato sul fatto che riusciremo a procedere più in fretta nel 2012. Sappiamo dai nostri stretti contatti con le autorità italiane che la politica energetica del Paese sta cambiando su vari fronti. Il Governo italiano sta cercando di calmare la protesta pubblica per gli alti prezzi dell’energia annunciando la crescita della produzione nazionale di idrocarburi.

Il piano è quello di raddoppiare la produzione domestica di petrolio e gas. Parlando ad una conferenza nel marzo di quest’anno, il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti ha detto ai presenti che “Rilanciare la produzione nazionale di idrocarburi è uno dei quattro pilastri principali del nostro nuovo piano sull’energia”.

Per quelle che sono le nostre conoscenze attuali, quindi, possiamo dire che Northern Petroleum giura di non usare nel pozzo La Tosca 1 quella trivella specializzata in perforazioni orizzontali per perforare in orizzontale. Che giura di non fare fracking a La Tosca 1. Che vuole cercare shale gas in Italia e che è convinta che avrà l’appoggio del Governo Monti per i suoi piani di ricerca ed estrazione di idrocarburi italiani. Vedremo quante di queste promesse, e quante di queste previsioni, verranno rispettate.

29 agosto 2012
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I vostri commenti
Alessio, giovedì 30 agosto 2012 alle8:50 ha scritto: rispondi »

Da una parte ti fanno pagare cara la benzina con tutte le accise e tasse per mettere a posto i conti e intanto subdolamente avanzano con l'idea che dobbiamo cercare il petrolio e il gas da noi con la scusa che sarebbero meno cari (falso perchè il costo della benzina è gonfiato causa le tasse). Dando la possibilità alle compagnie estere di fare investimenti nel nostro paese. E' una politica energetica vecchio stile industriale.

sharkhate, giovedì 30 agosto 2012 alle7:43 ha scritto: rispondi »

sarebbe criminale da parte del ns governo acconsentire cose del genere soprattutto dopo la catastrofe del terremoto ! Proprio gli esponenti del governo che sono venuti a toccare con mano il disastro in emilia come possono ancora concedere di sfrugugliare in qualsiasi modo il sottosuolo dell'Emilia Romagna che proprio dall' autorevole sig. Boschi è stato definito composto da sabbie mobili e " budino " oltre che territorio altamente sismico a causa dell' appennino che spinge sotto il terreno tutto alluvionale . Se è vero sono dei falsi e degli ipocriti e conniventi... tutta una loggia sotto tutti i punti di vista ed all'ennesima potenza mondiale !  

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