La tecnica del fracking utilizzata nei giacimenti di shale gas per agevolare la risalita degli idrocarburi potrebbe favorire le fughe di metano dai pozzi dismessi limitrofi. A rivelarlo è un recente studio condotto da un’équipe di ricercatori della University of Vermont finanziato dalla National Science Foundation.

Secondo i ricercatori americani le crepe provocate nella roccia dalla fratturazione idraulica offrirebbero una via d’uscita al metano intrappolato nei giacimenti abbandonati che si trovano vicino ai pozzi. Lo studio pubblicato sulla rivista Water Resources Research dimostra che le emissioni di metano collegate al fracking potrebbero essere state sottovalutate. Nelle stime dell’impatto ambientale della fratturazione idraulica andrebbero quantificate le fughe di gas serra registrate nei giacimenti abbandonati.

I pozzi petroliferi e di gas naturale dismessi sono presenti in gran numero nei pressi dei giacimenti sfruttati con il fracking. La tecnica viene utilizzata proprio per massimizzare le rese dei giacimenti che non possono più essere sfruttati con i metodi estrattivi convenzionali.

Le fratture create nella roccia dall’iniezione di acqua e sabbia pressurizzate si ricollegano ai condotti esistenti e favoriscono la risalita del metano in superficie. La fuoriuscita di metano dai pozzi dismessi è stata confermata dai valori anomali registrati nei pressi dei vecchi giacimenti finora rimasta senza una spiegazione.

I ricercatori coordinati da James Montague e George Pinder hanno preso in esame l’area della “Marcellus Shale Formation” nello Stato di New York. Prima della messa al bando del fracking avvenuta la scorsa estate in questa regione la tecnica della fratturazione idraulica era ampiamente utilizzata.

Nello Stato di New York si contano 40 mila pozzi di cui 30 mila nell’area della “Marcellus Shale Formation”. Secondo gli esperti però molti pozzi non sono stati registrati e nella regione ci sarebbero complessivamente 70 mila pozzi.

Il fracking secondo gli scienziati potrebbero favorire le fughe di metano solo in caso di danneggiamento della struttura in calcestruzzo dei vecchi pozzi. Pinder avverte però che bastano pochi pozzi danneggiati per causare gravi rischi ambientali e sanitari.

L’EPA sta già studiando nuove misure per regolare le emissioni di metano nei giacimenti di shale gas sfruttati con il fracking.

22 ottobre 2015
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I vostri commenti
Franco Pace, venerdì 23 ottobre 2015 alle10:05 ha scritto: rispondi »

Sono fortemente contrario al Fracking in quanto comporta degli effetti secondari molto dannosi, quali eventuali sismicità oltre a questo appena detto delle fuoriuscite di metano, all'avvelenamento delle falde acquifere e così via ; più pulito e meno costoso ricavare energia dall'idrogeno prodotto con il fotovoltaico con o senza trasformazione in metano tramite Reforming. Ricordiamoci che il futuro dell'energia sarà l'idrogeno ( economia all'idrogeno di Jeremy Rifchin ) e nel futuro più prossimo esso sarà affiancato dal metano, ma in ogni caso ci saranno i GAS che hanno un rapporto idrogeno / carbonio più alto degli altri idrocarburi se non addirittura infinito per l'idrogeno ( carbonio zero nella molecola ) . Distinti saluti . Ing. Franco Pace .

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