Il Commissario europeo all’Energia, Gunther Oettinger, sposa la lobby dello shale gas. Secondo il rappresentante dell’esecutivo europeo, infatti, l’Europa è troppo riluttante all’idea di sviluppare i giacimenti di gas non convenzionale, ma anche quelli di petrolio offshore e di sabbie bituminose.

Rispondendo alle domande di Euractive, infatti, Oettinger ha ammesso che l’UE ha tre grandi svantaggi rispetto agli Stati Uniti: una maggiore dipendenza dall’estero per l’importazione dei combustibili fossili, una minore volontà di prendersi dei rischi nell’offshore, nelle sabbie bituminose e negli altri combustibili non convenzionali, una tassazione sui prodotti energetici minore.

Questi tre fattori rendono i settori dell’industria e dei trasporti europei molto meno competitivi:

In USA è in atto un processo di reindustrializzazione del paese basato principalmente sul petrolio. Chiunque sia al potere a Washington, un gallone non può costare più di 4 dollari. Loro accettano alcuni rischi nel settore delle trivellazioni offshore per il “proprio” petrolio nel Golfo del Messico e accettano le tar sand e gli altri olii non convenzionali. Noi importiamo petrolio e abbiamo tasse alte.

Riguardo allo shale gas, invece, l’Europa è profondamente divisa tra Stati come Polonia e Regno Unito che lo accettano nel proprio mix energetico e altri come la Bulgaria e la Francia che hanno vietato il fracking (cioè la tecnica di estrazione del gas di scisto) per timori legati ai terremoti e all’inquinamento delle acque dolci.

In merito Oettinger si mostra abbastanza sicuro del fatto suo e torna a rimproverare l’UE:

Da quando gli Stati Uniti usano lo shale gas per ridurre la propria dipendenza dalle importazioni a basso costo da Qatar e Nigeria, i loro cittadini pagano il gas a un prezzo che è grosso modo il 30% di quello europeo. Noi non siamo realmente attivi nel cercare quali rischi e quali possibilità potremmo avere con lo shale gas.

Quello che “Oettinger non dice, invece, è che la stessa industria petrolifera ha ammesso pubblicamente che estrarre lo shale gas costa parecchio (e che quindi è incompatibile con un prezzo del gas al 30% di quello europeo) e che aumenta l’immissione in atmosfera di metano, che è molto peggio della CO2 in ottica di riduzione del global warming.

19 luglio 2012
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