La California dichiara guerra al fracking con un provvedimento d’urgenza volto a tutelare le falde acquifere nell’area di Bakersfield dopo anni di incuria e scarso controllo. Il Governo ha ordinato lo stop immediato alla fratturazione idraulica in ben 11 giacimenti di petrolio e gas naturale, sottoponendo inoltre a ulteriori verifiche decine di altri pozzi della Silicon Valley.

Il timore delle autorità sanitarie è che tramite il fracking le compagnie petrolifere stiano contaminando, con i loro materiali di scarto, le falde acquifere, mettendo a repentaglio la salute della popolazione. Il tutto è reso ancora più grave dal fatto che la regione è afflitta dalla siccità. La scarsità idrica rende l’acqua un bene ancora più prezioso e secondo il governo locale è impensabile perderne persino una goccia.

Le riserve d’acqua destinate ai campi sono a secco e lo Stato sta pagando un conto salatissimo, ben 2,2 miliardi di dollari solo quest’anno, per far fronte alla siccità nei campi. Gli agricoltori sono stati costretti ad approvvigionarsi dalle falde acquifere. Peccato che oltre 100 falde acquifere sono ormai inutilizzabili.

Anni fa il governo le sacrificò all’industria estrattiva, evitando di proteggerle e autorizzandone di fatto la contaminazione. Purtroppo, però, anche sette delle riserve di acqua dolce protette dalla legge risultano colpite dallo sversamento dei rifiuti provenienti dal fracking.

Anche se le autorità sottolineano che non c’è alcuna prova della contaminazione dell’acqua potabile, la preoccupazione tra i cittadini è tanta. Il supervisore del settore estrattivo Steve Bohlen dichiara che il suo dipartimento ha ordinato lo stop al fracking nell’area per eccesso di cautela.

La legge sul fracking approvata alla fine del 2013 in California stabiliva la valutazione dell’impatto ambientale della fratturazione idraulica. Proprio grazie a questa operazione di revisione dei pozzi e delle falde è stato possibile accorgersi dei pericoli dello smaltimento sotterraneo del materiale di scarto del processo.

Oggi le falde acquifere prima considerate inutilizzabili sono state rivalutate per far fronte alla siccità, anche alla luce di nuove tecniche per il pompaggio che rendono possibile e meno costoso accedere alle falde più profonde. In alcune città dello Wyoming e del Texas, a causa della grave crisi idrica, si stanno già trattando acque provenienti da falde che sarebbero inutilizzabili per la legge californiana.

Appare ormai evidente che il fracking, per via della siccità, non avrà più vita facile negli Stati Uniti e che questo è solo il primo atto di una lunga guerra tra imprenditori agricoli e compagnie petrolifere.

21 luglio 2014
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I vostri commenti
Angelo, sabato 26 luglio 2014 alle19:07 ha scritto: rispondi »

Eppur c'è chi continua ad affermare che il fracking non c'entra ! Le ... sperimentazioni... nel Cavone della bassa modenese hanno confutato il rapporto della commissione Ichese sullo shale gas ! Incredibile ! Roba da matti ! Anche i bambini capiscono che il fracking per l'estrazione dello shale gas inquina enormemente le falde acquifere . Vedere il servizio Report della Gabanelli !

Francesco , mercoledì 23 luglio 2014 alle15:35 ha scritto: rispondi »

la bufala del fracking era a portata di scemo. Era ora...

ERRICO Giuseppe, martedì 22 luglio 2014 alle11:53 ha scritto: rispondi »

Finalmente qualcuno ONESTO è riuscito a farsi valere!! Shale gas è un ennesimo bluff di speculatori finanziari e delle lobby petrolifere . Chi può avverta Obama e Renzi .Grazie Idrogeno verde

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