Serotonina: cos’è

La serotonina – nota come 5-idrossitriptamina e abbreviata in 5-HT – è un neurotrasmettitore, cioè una molecola che agisce come messaggero chimico tra le cellule nervose. La serotonina viene rilasciata dalle cellule nervose stesse e ricevuta da una specifico recettore in altre cellule nervose. Questo meccanismo è alla base della trasmissione dei segnali nel nostro sistema nervoso centrale e periferico.

In particolare, la serotonina è un esempio di neurotrasmettitore inibitorio e la si trova principalmente nel tratto gastrointestinale, nelle piastrine e nel sistema nervoso centrale dell’uomo e anche degli animali. Si tratta di un trasmettitore derivato dall’amminoacido triptofano, che fu scoperto per la prima volta a Roma nel 1935. Gli studi avvenuti in Italia vennero successivamente confermati e approfonditi dai ricercatori americani all’inizio degli anni ’40. La serotonina fu isolata per la prima volta nel 1948.

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Vediamo quali sono le principali funzioni in cui è coinvolta questa molecola nell’organismo umano.

Serotonina: dove è localizzate e le funzioni

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La 5-idrossitriptamina si trova in definite concentrazioni in diversi distretti del nostro organismo:

  • nell’individuo sano, la maggior parte della serotonina è presente nelle cellule del tubo digerente, dove è coinvolta nella regolazione dei movimenti intestinali.
  • il resto della quantità totale di questo neurotrasmettitore è localizzato all’interno dei neuroni serotoninergici nel sistema nervoso centrale e viene impiegato per la regolazione di funzioni essenziali, quali sono il sonno, l’umore e l’appetito.

Scopri le funzioni e gli esami delle piastrine

 

La serotonina è anche assorbita dalle piastrine, che la immagazzinano e, quando si uniscono per formare il coagulo di sangue, la rilasciano. La 5-idrossitriptamina agisce quindi come un vasocostrittore e come un fattore di coagulazione, per promuovere la guarigione della ferita.

Come la serotonina sia coinvolta nella regolazione nella regolazione del tono dell’umore è dimostrato da diversi studi: l’attivazione di una specifica forma di recettore per questa molecola, detto recettore 5-HT1A, ha dimostrato di ridurre l’aggressività, mentre le mutazioni nel gene che codifica questo recettore sono state associate a un aumentato rischio di suicidio. Livelli anormali di serotonina sono anche associati a problemi come il disturbo ossessivo-compulsivo, l’alcolismo e l’ansia.

Altri disturbi che si pensa siano correlati alla biosintesi e alla disponibilità di serotonina sono:

  • sindrome da morte improvvisa infantile, nota come SIDS;
  • depressione, malattia in cui i bassi livelli di serotonina sono stati collegati alla sua insorgenza e nella cui terapia i farmaci che ne aumentano la disponibilità, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), hanno dimostrato di migliorare i sintomi;
  • sindrome serotoninergica, una condizione caratterizzata da livelli eccessivamente elevati di serotonina che può essere anche molto grave e portare a un importante aumento della pressione sanguigna.

Fattori che incidono sulla sua concentrazione

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Alcuni comportamenti e alimenti possono causare una variazione anomala della concentrazione normale di setotnia. Tra questi:

  • eccessivo consumo di bevande alcoliche;
  • malnutrizione.

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Bassi livelli di serotonina sono stati associati a ansia, depressione, attacchi di panico, insonnia, obesità, fibromialgia, disturbi alimentari, dolore cronico, emicrania e abuso di alcool. Anche il consumo di alcuni alimenti incide sulla concentrazione di setotonina, in particolare la aumentano:

  • carboidrati complessi integrali e fiocchi d’avena;
  • cacao e cioccolato fondente;
  • carne di pollo e tacchino;
  • tonno;
  • lenticchie, ceci;
  • semi di zucca e semi di girasole;
  • noci;
  • avocado.

11 gennaio 2018
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