Cifre da capogiro quelle che riguardano il furto di cani da compagnia, più di 17.000 solo nell’ultimo anno e 2.000 solo in Lombardia. A quanto pare le zone più colpite sarebbero Milano, Como e Varese, dove associazioni e organizzazioni senza scrupoli agirebbero indisturbate, sottraendo i quadrupedi alle famiglie e ai proprietari. Gli animali finirebbero nel giro dei combattimenti clandestini, dei sequestri con unico scopo quello del pagamento di un riscatto oppure la rivendita per l’accattonaggio.

Un vero e proprio traffico di cani con una certa predilezione per le razze più gettonate e di lusso, con una richiesta esorbitante di soldi. A contrastare questa prassi dolorosa molte associazioni: con il supporto di Facebook, fanno viaggiare velocemente il passaparola così da individuare e recuperare cani rubati e sequestrati. Ultime, ma solo in ordine di apparizione, un duo di amiche che hanno lanciato la community Cani Rapiti. Franca e Maria Luisa, molto attive nel settore, vogliono far evolvere il tutto aprendo un sito e creando un database, con le schede di tutti i quadrupedi smarriti o trafugati ma anche recuperati.

L’idea nasce dall’esperienza personale di Franca, che due anni fa ha recuperato e consegnato personalmente un cagnolino:

Era un maltesino come i miei e il destino ha voluto si chiamasse proprio Cesare come il mio. Lo notai tra le braccia di un questuante e mi insospettii. Non lo persi di vista finché un veterinario dell’Asl non intervenne insieme alle forze dell’ordine per identificarlo. Dalla lettura del microchip risultò essere stato rubato in una casa, durante un furto, a 250 chilometri di distanza.

Spesso l’azione del sequestro avviene in modo rapido: basta un avvicinamento con carezza e il gioco è fatto. I più colpiti i proprietari al parco oppure in giro per una passeggiata, ma in voga anche i furti in appartamento specialmente di cani di grossa taglia. L’obiettivo è quello di creare un vero e proprio database a cui attingere in caso di emergenza:

Oltre al database per facilitare le ricongiunzioni, ci piacerebbe coinvolgere le istituzioni in una battaglia seria e determinante per la riduzione del fenomeno: l’introduzione di un vero e proprio reato di rapimento anche riferito agli animali […] Vorremo poi che anche gli agenti di polizia locale fossero dotati di lettore di microchip, in modo da rendere più facile e immediata l’identificazione dei cani, quando vengono denunciate situazioni come quelle dell’utilizzo degli animali nell’accattonaggio.

Le due donne hanno già creato un piccolo archivio online, coinvolgendo forze dell’ordine ed esponenti politici così da divulgare il più possibile l’utile iniziativa.

25 novembre 2014
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