Nonostante i recenti Europei di Calcio e il clamore sollevato dalla mattanza di animali, in Ucraina tutto è tornato sotto silenzio. I randagi continuano ad essere la preda preferita di civili e Dog Hunter, ovvero cacciatori professionisti assoldati per uccidere cani e gatti per strada. I volontari sul campo, a dispetto delle promesse, sono nuovamente soli a combattere contro la brutalità delle morti improvvise.

Tra questi c’è Andrea Cisternino, il quale da anni vive a Kiev e per primo aveva denunciato le brutalità del posto. Il suo è un lavoro difficile, che spesso si scontra con la politica ucraina locale. Molti dei cani da lui recuperati, e messi in salvo in strutture veterinarie locali, vengono avvelenati in modo misterioso. Il suo è un operato complesso, che incontra diverse barriere anche mentali.

Nonostante le grandi promesse da parte della politica italiana tutto langue ed il volontario è ancora alla ricerca di aiuti e sostegni. Al contrario la Germania ha deciso di donargli un impianto di videosorveglianza, un omaggio utile per il rifugio di 700 metri quadrati che vorrebbe costruire.

Per quanto riguarda la politica dell’Ucraina non vi sono né sostegno né comprensione, bensì è in progetto una legge di stato che permetterebbe l’uccisione dei randagi. Questa rientrerebbe all’interno di un quadro normativo specifico, dove i randagi verrebbero qualificati come animali selvatici al pari di cinghiali, cervi, castori ed altri animali da uccidere. Una scelta precisa che consentirebbe ai cacciatori il via libera per le battute di caccia con gatti e cani.

11 ottobre 2012
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