Puntare troppo sul gas naturale potrebbe indebolire il processo di decarbonizzazione dell’Italia. A sostenerlo è Legambiente, che vede nella nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) un’opportunità mancata per perseguire con decisione gli obiettivi climatici di riduzione della temperatura globale.

=> Leggi i punti essenziali della Strategia Energetica Nazionale

Una SEN fatta di luci e ombre secondo Legambiente, che manca del necessario coraggio e di lungimiranza. Evidente la delusione espressa dall’associazione ambientalista in una nota Katiuscia Eroe, responsabile energia Legambiente:

Ci si aspettava certamente di più dalla Strategia Energetica Nazionale che ad una prima lettura appare inefficace per il raggiungimento degli obiettivi climatici e che presenta luci e pesanti ombre che rischiano di mettere profondamente a rischio il processo di decarbonizzazione – già in atto – al 2050, impensabile al 2035 come molti studiosi e ricercatori continuano a sostenere se vogliamo impedire l’innalzamento della temperatura globale di 1,5-2°C.

=> Leggi le critiche di WWF e Greenpeace alla Strategia Energetica Nazionale

A fronte dei pur positivi riscontri in termini di conferma del processo di decarbonizzazione dell’Italia e dell’apertura verso le fonti rinnovabili, Legambiente sottolinea come a rappresentare i pochi punti fermi individuati dal Governo nel testo aperto alle consultazioni (fino al 12 luglio 2017) siano soltanto le politiche che puntano al rafforzamento del ruolo del gas nel Bel Paese. Un’azione che rischia di rappresentare un freno, ha concluso Katiuscia Eroe, all’intero processo di decarbonizzazione:

Nella SEN “di lungo termine” molto precise sembrano solo le politiche e le strategie legate al rafforzamento dell’intera filiera del gas, da gasdotti e rigassificatori, alla metanizzazioni di intere porzioni di territorio, come nel caso della Sardegna. Attenti e dettagliati i piani di sviluppo descritti, gli scenari geopolitici possibili e le tante possibili strategie in nome della sicurezza degli approvigionamenti gas. Quasi tutti da luoghi che di stabile hanno poco.

Un’attenzione che manca invece nella parte delle rinnovabili, dell’efficienza e della mobilità con obiettivi timidi e insufficienti è una scarsa valorizzazione di tutte le fonti rinnovabili.

Già previste le modalità di finanziamento del “Piano Gas” con molti investimenti per privati, ma se fallimentari pagate attraverso le bollette dei cittadini, senza una reale valorizzazione degli impianti esistenti e oggi sottoutilizzati, vedi il caso dell’OLT di Livorno.

Che il gas sarà uno strumento essenziale e fondamentale per la transizione verso un futuro 100% rinnovabile è fuori discussione, ma nel presentare la SEN questo assume un ruolo troppo centrale che rischia di frenare il processo di decarbonizzazione.

20 giugno 2017
Lascia un commento