La SEN verrà promulgata entro fine ottobre. A fornire nuove indicazioni sull’iter legislativo intrapreso dalla Strategia Energetica Nazionale è il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, intervenuto sul provvedimento a margine della presentazione, da parte del presidente dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico Guido Pier Paolo Bortoni, della Relazione 2017 sulle attività dell’authority.

La Strategia Energetica Nazionale sta attraversando un importante passaggio e a breve potrebbe essere discussa all’interno delle commissioni parlamentari. Ecco cosa ha dichiarato il ministro Calenda:

=> Stop alla consultazione pubblica della SEN, leggi il bilancio tracciato dai ministri

=> Leggi tutte le proposte di modifica alla SEN presentate dal Coordinamento FREE

Il provvedimento ha affrontato negli scorsi mesi (dal 12 giugno al 13 settembre) il passaggio della consultazione pubblica, chiusa dai due ministri Calenda e Galletti con un comunicato congiunto:

La definizione della Strategia è stato un processo ampio, partecipato e condiviso, che oltre alla consultazione pubblica ha visto una fase di pre-consultazione a cui hanno preso parte in piena trasparenza diversi attori: gli organi istituzionali competenti in occasione delle due audizioni parlamentari e del confronto con le Regioni; gli esperti internazionali di salute e tutela ambientale presenti ai workshop; le maggiori Associazioni di categoria; le Autorità di regolazione e controllo, gli organismi pubblici operanti sull’energia, le società concessionarie del servizio di trasporto di elettricità e gas. A tutti coloro che hanno contribuito va il nostro sentito ringraziamento e l’impegno a considerare e recepire le osservazioni pervenute.

Diverse sono state le critiche e i suggerimenti giunti dal mondo ambientalista e delle associazioni attive nel settore delle fonti rinnovabili. Il timore più comune quello che un eccessivo ricorso al gas potesse compromettere la crescita delle energie pulite in Italia rappresentare un freno al raggiungimento di un’economia “carbon free”. Particolare preoccupazione in tal senso è stata espressa dal Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica):

Malgrado l’affermazione iniziale sul ruolo del gas come backup nella transizione energetica, in più passaggi emerge un capovolgimento dei ruoli, con indirizzi volti a tutelare il gas dalla penetrazione delle rinnovabili.

Forse già la prossima settimana avremo un passaggio in parlamento a commissioni riunite (Ambiente e Attività produttive), dopodiché, alla fine di ottobre promulgheremo la Sen insieme al ministro dell’ambiente Galletti.

Attenzione eccessiva per il gas che preoccupa anche Legambiente, molto chiara nel chiedere maggiore attenzione nei confronti delle energie rinnovabili:

Nella SEN “di lungo termine” molto precise sembrano solo le politiche e le strategie legate al rafforzamento dell’intera filiera del gas, da gasdotti e rigassificatori, alla metanizzazioni di intere porzioni di territorio, come nel caso della Sardegna. Attenti e dettagliati i piani di sviluppo descritti, gli scenari geopolitici possibili e le tante possibili strategie in nome della sicurezza degli approvigionamenti gas. Quasi tutti da luoghi che di stabile hanno poco.

Un’attenzione che manca invece nella parte delle rinnovabili, dell’efficienza e della mobilità con obiettivi timidi e insufficienti è una scarsa valorizzazione di tutte le fonti rinnovabili.

Diversi i suggerimenti e le proposte venute anche dal WWF, che oltre a chiedere un minore ricorso al gas e un netto cambio di rotta per quanto riguarda i trasporti ha presentato alcuni punti chiave per delle modifiche alla SEN:

  • Si persegua un obiettivo di completa decarbonizzazione al 2050, da realizzare tracciando percorsi e momenti chiave, oltre a elaborare diversi possibili scenari derivanti;
  • La dismissione delle centrali a carbone venga completata entro il 2025;
  • L’approvvigionamento da rinnovabili elettriche raggiunga almeno il 55% entro il 2030;
  • L’efficienza energetica tocchi un livello minimo pari al 40% entro il 2030.

6 ottobre 2017
I vostri commenti
RINALDO SORGENTI, venerdì 6 ottobre 2017 alle20:06 ha scritto: rispondi »

Il Paese ha indubbiamente bisogno di un'opportuna ed efficace SEN - Strategia Energetica Nazionale, che dovrebbe però tenere conto della reale situazione Paese (dal punto di vista strategico) e delle sue caratteristiche, oltreché della necessità di difendere e sostenere la competitività del ns. sistema produttivo manifatturiero. Invece, gli auspici ed obiettivi che fanno da matrice alla SEN si traducono poi in indirizzi del tutto opposti agli auspici formulati. Infatti, sarebbe opportuna una SEN davvero ragionevole e sostenibile e che per quanto riguarda il settore elettrico delinei un "MIX delle Fonti" opportunamente diversificato ed equilibrato, cosa che non è mai stato e continuerà a non essere se soprattutto si perseguiranno le fuorvianti sollecitazioni strumentali di certe lobby. Non dimentichiamo che l'Italia è il Paese con minore risorse naturali sul proprio territorio, tra i grandi Paesi avanzati (G8 e G20) e che cronicamente paga l'elettricità per le attività produttive manifatturiere sensibilmente più cara dei propri concorrenti europei e mondiali. Esaminate il "MIX delle Fonti" della virtuosa Germania e mettetelo poi a confronto con quello italiano per rendervene conto, al di fuori di speculazioni, demagogia ed interessi particolari di taluni. Evidentemente a noi italiani piace fare scena e riempirci la bocca di slogan fuorvianti come appunto la: ... decarbonizzazione! Se si avesse la modestia di andare a studiare cosa rappresenta il Carbonio e la CO2 per la vita sul pianeta, verrebbe da ... piangere. Ma ai nostri media questo risulta difficile e così la disinformazione ... impera.

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