Sempre più cani intossicati da marijuana

La maggiore disponibilità di marijuana sul mercato mondiale, una conseguenza fisiologica alla legalizzazione della sostanza in alcune nazioni, sta portando a effetti forse non adeguatamente preventivati. Sempre più cani, infatti, cadrebbero nell’intossicazione da cannabis e derivati, così come spiega un report proveniente dagli Stati Uniti. Non una questione legata alla sostanza in sé, tuttavia, bensì alla distrazione dei proprietari: nella maggior parte dei casi, i quadrupedi sono entrati a contatti con la marijuana poiché dimenticata in luoghi alla loro portata.

A renderne noto il trend è una veterinaria del Maine Veterinary Medical Center di Scarborough, Kate Domenico, pronta a sottolineare come le intossicazioni da cannabis siano sensibilmente aumentate negli ultimi due anni, praticamente a partire dalla legalizzazione avvenuta nel 2016 nello stato a stelle e strisce. A differenza dell’uomo, dove il consumo di marijuana è associato solitamente a effetti rilassanti, per i cani la condizione può rivelarsi anche particolarmente pericolosa:

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Presentano una frequenza cardiaca molto bassa, alcuni esemplari entrano in uno stato pressoché comatoso: questa è la condizione più estrema.

Tra i sintomi che possono colpire l’animale, si elencano diarrea e vomito fra i più comuni. Nella maggior parte dei casi, i cani colpiti devono essere monitorati da un veterinario per le successive 24 ore, affinché venga mantenuta la corretta idratazione del corpo, anche con l’impiego di speciali flebo. Negli episodi più gravi, invece, è necessario un preciso trattamento farmacologico.

Da tempo negli Stati Uniti si sta discutendo della possibilità di introdurre la marijuana terapeutica anche per gli amici a quattro zampe, considerando come possa avere degli effetti calmanti e sedativi per esemplari affetti da specifiche patologie, come convulsioni, disturbi neurologici o nella fase terminale di un decorso tumorale. In tutti gli altri casi non è mai indicata, poiché l’organismo canino risponde in modo differente ai principi attivi della pianta rispetto all’uomo.

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Gli esperti spiegano come sia quindi sempre importante non lasciare la sostanza in luoghi dove il cane possa facilmente raggiungerla e ingoiarla, magari perché scambiata per qualche altra leccornia. Il controllo deve essere elevato anche nei Paesi dove la marijuana a scopo ricreativo non è legale, ma dove sono disponibili sul mercato alternative terapeutiche oppure a bassissimo contenuto di principi attivi.

30 maggio 2018
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