Seme di avocado: proprietà e come usarlo

L’avocado è un frutto molto apprezzato per le sue qualità organolettiche e per quelle nutrizionali. Di recente si è diffuso oltre all’uso della sua polpa anche l’apprezzamento delle proprietà e delle possibilità di impiego del seme. In effetti, c’è chi invece di buttarlo lo consuma: il seme di avocado è commestibile e sembra avere anche più qualità benefiche della polpa dello stesso frutto.

Nonostante il clamore di alcune notizie, la ricerca scientifica sui benefici del consumo del seme di questo frutto è solo agli inizi e gli effetti biologici sono ancora da definire completamente.

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Il seme viene a oggi impiegato soprattutto nei Paesi Sudamericani dove gli sono coltivati ​​su larga scala. In alcuni casi, il suo impiego viene proposto anche per applicazioni locali per lenire i problemi della pelle. Storicamente, l’estratto di semi di avocado veniva impiegato per la preparazione di inchiostro per la scrittura.

I campi di applicazione per la salute e il benessere in fase di analisi sono:

  • il miglioramento dell’ipercolesterolemia;
  • il trattamento dell’ipertensione e di diverse condizioni infiammatorie;
  • il trattamento del diabete.

Il seme ha dimostrato anche di contenente sostanze che possiedono attività insetticide, fungicide e antimicrobiche.

Qualità nutrizionali dell’avocado e del seme

Alternative

L’avocado ha una buccia verde oliva e una spessa polpa giallo pallido che è ricca di acidi grassi come acido linoleico, oleico, palmitico, stearico, linoleico, caprico e miristico. Il seme di avocado rappresenta il 13-18% del frutto. La sua composizione chimica è costituita da fitosteroli, triterpeni, acidi grassi e due nuovi glucosidi. Questa parte del frutto contiene circa il 70% in massa di amminoacidi ed è molto ricco di fibre più solubili.

Come si consuma

Food

I semi di avocado hanno un sapore amaro e astringente per l’elevata quantità di tannini. Per consumarlo serve prima di tutto rimuovere lo strato esterno, sottile e marrone. Una volta spellato si può:

  • realizzare un infuso facendo bollire il seme sbucciato per circa 10 minuti;
  • grattugiare sulle insalate fresche di stagione o anche su piatti di pasta o riso;
  • tostare, e quindi frullare, per ottenere una polvere da impiegare in diverse ricette o preparazioni o da aggiungere al mattino nello yogurt.

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Per l’uso topico, i semi devono essere schiacciati e fatti macerare in alcol per almeno una settimana. Il macerato alcolico viene proposto per alleviare i dolori articolari e muscolari. Ma anche massaggiato sulle tempie e sul collo, per controllare i sintomi di un attacco di emicrania. Con la polvere dei semi è anche possibile preparare una crema da applicare sulle imperfezioni della pelle. Il seme grattugiato in olio di ricino si impiega per preparare un impacco utile al trattamento dei disturbi del cuoio capelluto come la forfora sia grassa che secca.

Efficacia

Nonostante l’enfasi di alcuni risultati, le ricerche sono a oggi in corso pertanto è preferibile trattare il tema con attenzione e cautela: l’efficacia per tutte gli effetti benefici proposti è in fase di analisi. L’uso eccessivo del seme ha dimostrato di avere un effetto astringente e di favorire la stitichezza per l’elevato contenuto di tannini. I primi risultati in merito alla attività genotossica dei semi hanno dato esito negativo, a differenza delle foglie della stessa pianta. Questo consente di sperare che l’estratto di semi possa essere usato per realizzare alimenti, fitofarmaci o cosmetici.

9 maggio 2018
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