Sei cani massacrati a Vieste, vivevano in un recinto

Una storia di intollerabile violenza sugli animali proviene da Vieste, nel foggiano, dove degli sconosciuti si sarebbero introdotti in un podere per uccidere un gruppo di sei cani. Gli animali, recintati, erano accuditi da un gruppo di volontari dopo il loro abbandono in strada.

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Le motivazioni di questo atroce gesto non sono note, ma i volontari hanno trovato i sei cani – tra cui due cuccioli – senza vita dopo un massacro, forse vittime di bastonate, calci e chissà cos’altro. Gli animali, tutt’altro che lasciati al loro destino nel recinto, negli ultimi giorni erano stati sottoposti a visite mediche, vaccinazioni, sterilizzazione e controllo dell’ASL. A denunciare l’atroce atto l’associazione animalista AIDAA.

Secondo le ricostruzioni, i quattro cani adulti sono stati uccisi a bastonate, mentre i due cuccioli sarebbero stati gettati in un pozzo e costretti, quindi, all’annegamento. Un caso che non ha alcuna giustificazione e che svela come in Italia continuino a persistere delle pratiche barbariche e medioevali nei confronti degli amici a quattro zampe.

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Quello del maltrattamento animale è un problema molto noto sullo Stivale, tanto che si è resa necessaria l’istituzione di reati e pene specifiche. Punito dall’articolo 544-ter del Codice Penale, il maltrattamento multe da 3.000 a 15.000 euro e la reclusione dai 3 mesi a un anno. Nella fattispecie del reato, non solo le sevizie fisiche, ma anche tutti quei comportamenti – come il lavoro troppo pesante – che non rientrano nelle caratteristiche etologiche della specie in oggetto.

25 febbraio 2013
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