Il segreto del cemento romano: resistente e sostenibile

Quando ci troviamo in una città d’arte in Italia avremo probabilmente notato che, un po’ ovunque, vi sono resti di antiche strade o muri risalenti all’epoca romana. Come hanno fatto a resistere tutti questi anni nonostante varie calamità naturali e intemperie?

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Grazie ad un’analisi ai raggi x di un molo romano, alcuni ricercatori dell’Università dello Utah, utilizzando l’Advanced Light Source-Rays del laboratorio di Berkeley, hanno capito qualcosa di sorprendente. I romani usavano un calcestruzzo speciale, resistente e a basso impatto ambientale.

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Il cemento romano prelevato da un molo di 2000 anni che si trova ad Orbetello e analizzato dagli studiosi è composto da elementi particolari che, giorno dopo giorno vengono analizzati, ma la “ricetta” segreta con cui veniva realizzato questo particolare tipo di calcestruzzo ancora non è chiara.

Per ora si sa che vi era un materiale stratificato chiamato “alluminio tobermorite” all’interno, che dava forza alle strutture e sono gli stessi cristalli che si ritrovano in alcune rocce vulcanizzate. Ecco allora che il calcestruzzo romano è diventato famoso tra gli scienziati per aver incluso, tra gli altri elementi, anche la cenere vulcanica di calce (CaO) e acqua di mare.

A oggi il calcestruzzo moderno e la sua realizzazione, è uno dei principali emettitori di gas serra cosa che invece il cemento romano non ha mai fatto. Partendo da questi studi quindi si potrebbe cercare di capire come dare vita a un mix di cemento romano e moderno a basso impatto ambientale.

6 luglio 2017
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