Il sedano rapa è un ortaggio decisamente particolare, nonché apprezzato e sufficientemente diffuso all’interno della dieta mediterranea. A differenza del classico sedano, con cui condivide molte caratteristiche, a essere consumata è infatti la radice, sia cruda che cotta a seconda delle ricette. Ma come coltivarlo in orto o, seppur più raramente, in balcone?

Il sedano rapa è un prodotto dell’orto che richiede una media pianificazione: il suo consumo, infatti, avviene diversi mesi dopo la semina. Non a caso, la messa in dimora è normalmente tardo-primaverile, per un utilizzo in cucina che avviene invece a partire da settembre e ottobre. Per questo motivo, è un ortaggio particolarmente diffuso nei mesi invernali e si adatta proprio alle ricette calde di questo periodo. Per la scelta della varietà, e le necessità a seconda della propria zona di residenza, è comunque sempre opportuno chiedere un consiglio al proprio fornitore di semenze di fiducia.

Cosa sapere prima di coltivare il sedano rapa

L’Apium graveolens var. rapaceum è una specie erbacea della famiglia delle Apiaceae, la stessa del comune sedano, con cui condivide gran parte delle caratteristiche. A differenza di quest’ultimo, però, a essere consumata è la radice, bianca e dalla forma a globo. La pianta produce invece foglie di colore scuro, supportate da fusti e steli cavi. È un ortaggio dalla lenta crescita: prima del consumo, infatti, possono essere necessari dai 100 ai 150 giorni: per questo motivo, viene piantato normalmente con una stagione in anticipo rispetto alle necessità, in genere in primavera, con una raccolta che parte dalle ultime settimane di agosto e prosegue fino a ottobre inoltrato. Per semine più tardive, ad esempio quelle autunnali, il consumo si protrae quindi fino al successivo marzo.

Il clima preferito è quello mite ma non eccessivamente caldo, meglio se frequentemente coinvolto da precipitazioni atmosferiche, poiché il fabbisogno d’acqua è normalmente molto elevato. Di norma, le temperature ideali per la semina sono quelle da febbraio a maggio o, in alternativa, dalla metà di settembre. L’esposizione è solitamente solare, ma nei periodi più caldi dell’anno potrà essere indicata la predisposizione di opportuni ripari.

Il terreno ideale è quello morbido ma ben drenante, fertilizzato con concimi di origine organica, quali compost e letame. Prima della semina, inoltre, è utile provvedere a una zappatura del terreno, per garantire una buona distribuzione delle sostanze nutritive, data anche la profondità che possono essere raggiunte dalle radici.

La richiesta d’acqua è molto importante, sebbene il sedano rapa mal sopporti i ristagni. Nei mesi a forti precipitazioni atmosferiche, potrebbero non essere necessari altri interventi, facendo comunque sempre riferimento all’aridità del terreno. Nei mesi più caldi, quelli prossimi alla raccolta, l’annaffiatura dovrà essere invece quasi quotidiana, preferendo la prima mattina o la tarda serata per l’operazione.

Coltivazione in orto e in vaso

Il sedano rapa può essere efficacemente coltivato sia in orto che in vaso, anche se quest’ultima modalità è abbastanza rara, data la grandezza e la profondità necessaria per i contenitori.

In ogni caso, la predisposizione del vaso rimane molto importante: sul fondo andrà adagiato un letto di ghiaia o di cocci, per favorire il deflusso dell’acqua, quindi si riempie il tutto con terriccio morbido, arricchito con compost e letame. Come profondità, potrebbero essere richiesti almeno 50 centimetri, mentre tra un esemplare e l’altro almeno venti.

La preparazione dell’orto, così come già accennato, richiede una zappatura per favorire la distribuzione uniforme delle sostanze nutritive. Si predispongono quindi delle file sufficientemente distanziate e, su ognuna di essere, si semina in buche non troppo profonde separate fra di loro da circa 30 centimetri. I semi andranno quindi ricoperti con un sottile strato di terriccio, possibilmente lievemente inumidito. Va comunque sottolineato come la coltivazione direttamente dal seme non sia scelta frequente: di norma, vengono acquistate piantine da trapiantare in dimora definitiva, seguendo sempre le distanze poc’anzi accennate. La raccolta, infine, avviene dai 100 ai 150 giorni dal trapianto in giardino. A differenza del sedano comune, tuttavia, il sedano rapa non soffre nel rimanere nel terreno per periodi più prolungati: non vi sono infatti problemi di indurimento, bensì si potrà raggiungere un sapore più intenso.

Tra le necessità di manutenzione ciclica si elencano la pacciamatura nei periodi più freddi dell’anno, l’eliminazione di erbacce e altre piante infestanti, il controllo di parassiti e animali, tra cui uccelli e roditori.

20 settembre 2015
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