Il sedano, sia da costa che da rapa, è una verdura estremamente diffusa nella dieta mediterranea e nella cucina italiana. Dal sapore intensamente riconoscibile, le varietà possono essere coltivate efficacemente sia in orto che in vaso. Ma quali sono i consigli utili a questo scopo?

Prima di procedere con le indicazioni per la coltivazione del sedano, vale la pena di specificare come esistano diverse varietà del sedano costa e di quello da rapa, spesso anche differenziate per l’intensità del colore delle foglie. Sarà quindi necessario farsi consigliare dal fornitore di semi e piantine di propria fiducia, per scegliere quella che meglio si adatta al proprio terreno.

Cosa sapere prima di coltivare il sedano

In linea generale, l’Apium graveolens L. è una specie erbacea biennale della famiglia delle Apiaceae, decisamente diffusa in tutta la zone del Mediterraneo. Nei secoli utilizzata anche come pianta medicinale, per gli scopi di cucina si sfruttano l’Apium graveolens var. dulce e l’Apium graveolens var. rapaceum, rispettivamente il sedano da costa e quello da rapa. Come facile intuire, della prima tipologia verranno utilizzate le foglie, della seconda la radice.

Il sedano rapa predilige i climi miti ma non eccessivamente caldi e, dato il suo fabbisogno continuo d’acqua e umidità, non è raro vedere coltivazioni a poca distanza dalle coste dello Stivale. La varietà sedano costa, invece, predilige un ambiente più caldo e moderatamente piovoso, anche se mai troppo estremo a livello di temperatura. Così come teme il gelo, infatti, soffre anche l’afa. L’esposizione dovrà comunque essere soleggiata, con opportuni ripari soprattutto nelle zone dalle primavere e dalle estati più intense.

La semina avviene dalla fine di febbraio per le varietà che si vorranno gustare in estate, mentre nei mesi più caldi dell’anno per assicurare una sufficiente produzione per i fabbisogni di autunno e inverno. Il terreno preferito è drenante e morbido, fertilizzato in modo importante sia con concimi di natura organica che con compost. L’area coltivata andrà tuttavia predisposta per garantire un’uniforme distribuzione delle sostanze nutritive: in genere si ricorre alla zappatura, con solchi poi ricoperti con il classico letame.

La richiesta d’acqua è sempre molto importante, anche se il sedano potrebbe soffrire i ristagni d’acqua. Durante il ciclo di crescita si dovrà prendere in considerazione sia la frequenza delle precipitazioni che le temperature medie della zona in cui si vive: soprattutto nei mesi più caldi, l’irrigazione dovrà essere praticamente quotidiana. Sempre a seconda della stagione, saranno quindi necessari ulteriori interventi come la rimozione delle erbe infestanti, soprattutto in primavera, e la copertura o pacciamatura del suolo ai primi freddi.

Coltivazione in balcone e orto

Entrambe le famiglie di sedano possono essere efficacemente coltivate sia in balcone che in orto. Il metodo più diffuso è quello della semina, soprattutto se la pianta rimarrà all’aperto. Tuttavia, in particolare per la coltivazione in vaso, si potrà anche ricorrere alle piantine.

Per l’orto, quindi in terra piena, si procede normalmente alla fine dell’inverno con la distribuzione a spaglio dei semi. Questi andranno coperti con un sottile strato di terriccio, da inumidire con quantità non troppo eccessive d’acqua. I primi germogli dovrebbero comparire all’incirca dopo due settimane. Qualora le piantine fossero state coltivate in un ambiente protetto, per un trapianto in un secondo momento, bisognerà attendere un’altezza adeguata, di 15 ai 20 centimetri. Trascorsa la prima fase, dopo circa due mesi dalla semina, l’inserimento in orto è solitamente in filari, con una distanza importante tra una pianta e l’altra affinché gli esemplari non si sovrappongano limitando le loro chances di sviluppo.

Anche per il vaso si potrà ricorrere alla semina, sebbene il metodo delle piantine sia certamente più diffuso. Innanzitutto, è necessario predisporre adeguatamente il contenitore: sul fondo, ad esempio, andrà inserito un letto di ghiaia o cocci per evitare i ristagni d’acqua. Versato il terriccio morbido, si procede alla concimazione con compost o letame, preoccupandosi di rimescolare adeguatamente il terreno affinché le sostanze nutritive vengano uniformemente distribuite. La semina segue sempre la modalità a spaglio, anche più razionale per gestire il poco spazio a disposizione. A seconda della dimensione del vaso, poi, potranno essere trapiantate dalle 2 alle 4 piantine, fra di loro sufficientemente distanziate.

Il sedano può soffrire l’attacco di organismi estranei, come le mosche. Gli animali selvatici, non ultimo, potrebbero rovinare un raccolto accudito con grande fatica, raccolto che normalmente avviene tra agosto e settembre.

14 marzo 2015
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