Le scuole italiane hanno urgente bisogno di manutenzione. Lo dice Legambiente che ha appena presentato il suo rapporto intitolato Ecosistema Scuola 2013, arrivato alla quattordicesima edizione, il quale mostra dati molto preoccupanti. Secondo l’associazione ambientalista infatti quasi un edificio su due, il 40% per l’esattezza, non possiede il certificato di agibilità e dunque, in teoria, non potrebbe permettersi di mettere a rischio migliaia di studenti tutti i giorni.

Purtroppo l’allarme non finisce qui. Nel suo studio Legambiente mette in mostra l’alto rischio che corrono gli studenti italiani a causa della scarsa manutenzione degli edifici scolastici. Il 60% infatti non prevede piani antincendio e il 37,6% ha bisogno di interventi di manutenzione urgenti. La “fotografia” scattata da Legambiente riguarda oltre cinquemila istituti scolastici di 94 capoluoghi di Provincia, e anche stavolta mette in evidenza importanti differenze tra Nord e Sud.

Secondo Legambiente infatti il capoluogo con le scuole più sicure è Trento, seguito da Prato e Piacenza. Tra le migliori 10 compaiono anche Pordenone, Reggio Emilia, Parma, Verbania, Forlì, Sondrio e Brescia; al contrario le 10 peggiori sono nell’ordine Messina, Crotone, Sassari, Genova, Matera, Nuoro, Palermo, Caserta, Reggio Calabria e Foggia. La differenza Nord-Sud si ritrova anche negli investimenti nella sicurezza. Nello scorso anno infatti gli investimenti per la manutenzione negli istituti del Nord sono stati di circa il triplo rispetto a quelli del Sud, anche se sono in calo in tutta Italia da diversi anni.

Alla base della situazione disastrosa degli istituti italiani c’è l’anzianità degli edifici. Sempre meno scuole vengono costruite e così oltre la metà, il 62% per la precisione, ha più di quarant’anni. I criteri della bioedilizia sono piuttosto recenti, e infatti appena lo 0,6% delle scuole li soddisfa. A volte si tratta di interventi di routine che non vengono effettuati, altre invece di veri e propri provvedimenti vitali che vengono sottovalutati. Per esempio, affermano da Legambiente, delle scuole che si trovano in Comuni a rischio sismico o idrogeologico più alto (rischio 1 o 2), solo il 21,2% ha eseguito i test di vulnerabilità sismica. La situazione migliora invece quando si tratta di certificazioni di sicurezza. Per esempio i maniglioni antipanico sono presenti in oltre il 90% degli istituti, gli impianti elettrici sono a norma nell’83,4% e i requisiti sull’accessibilità sono presenti nell’82,3% dei casi.

Un inaspettato passo in avanti è invece stato compiuto per quanto riguarda le energie rinnovabili. Nel 2013 le scuole che prevedono un qualsiasi tipo di impianto rinnovabile (per la maggior parte sono impianti fotovoltaici, ma ci sono anche solare termico, geotermia e biomasse) sono arrivate a essere il 13,5%, circa una ogni 7, e gli istituti che hanno uno di questi impianti riescono a coprire autonomamente oltre un terzo del fabbisogno energetico. Solo Prato vanta una copertura al 100% grazie alle rinnovabili negli istituti scolastici. In questo caso c’è però un riscatto del Sud visto che la Regione con più impianti rinnovabili nelle scuole è la Puglia, seguita da Veneto, Abruzzo, Sardegna ed Emilia Romagna.

9 gennaio 2014
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