Sono moltissime le scuole nel nostro Paese collocate in edifici storici che non possono certo ritenersi un modello per quanto riguarda i consumi energetici. Sono necessari interventi decisi e onerosi per allinearli agli standard verso i quali anche l’Europa ci indirizza.

È per questo che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha dato vita ad una “Struttura di Missione per l’Edilizia Scolastica”, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e quello dell’Ambiente, ma anche con l’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

Nell’ambito di questa iniziativa è nata anche la Guida all’efficienza energetica nelle scuole, realizzata insieme ad ENEA. Si propone come strumento operativo che affronta temi come la diagnosi energetica, gli interventi che possono essere fatti sull’edificio e sugli impianti e infine anche gli strumenti finanziari pubblici e privati a disposizione di dirigenti scolastici e amministratori pubblici. Laura Galimberti, coordinatrice della Struttura di Missione per l’Edilizia Scolastica, spiega:

La collaborazione tra istituzioni nazionali per l’efficienza energetica degli edifici scolastici dev’essere allargata agli enti locali e a chi vive la scuola tutti i giorni: insegnanti, ragazzi, genitori. L’obiettivo è accelerare la riqualificazione del nostro patrimonio edilizio, con un occhio al risparmio della bolletta energetica e uno all’ambiente.

In Italia i 40 mila edifici utilizzati ad uso scolastico hanno consumi termici pari a 9,5 TWh/anno ed elettrici pari a 3,66 TWh/anno. Il 58% degli edifici ha già subito interventi che hanno permesso di ridurre i consumi, ma molto lavoro deve essere ancora fatto.

A disposizione delle scuole, per questi scopi, sono stati da poco sbloccati dal Ministero all’Ambiente 350 milioni di euro dal Fondo Kyoto. A questi soldi si aggiungono i finanziamenti nazionali, i fondi strutturali europei e il Conto Termico, per gli incentivi che fornisce in relazione a interventi finalizzati all’incremento dell’efficienza energetica e dell’utilizzo di fonti rinnovabili.

La riduzione dei consumi energetici nelle scuole può avere il triplice vantaggio di aiutare un settore verde dell’economia, aiutare l’ambiente, ma creare anche una sensibilità alla sostenibilità di quelli che saranno gli adulti di domani. Come spiega Federico Testa, presidente ENEA:

L’efficienza energetica nelle scuole può diventare motore di innovazione sociale, economica e ambientale, favorendo la crescita di una nuova generazione di cittadini più consapevoli e sensibili ai temi dell’energia. La Guida che presentiamo oggi è il primo passo verso una grande sfida, quella di trasformare le scuole in edifici ad alte prestazioni, più belli, confortevoli e adatti all’apprendimento.

20 aprile 2016
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