La scorzonera è una varietà non eccessivamente frequente negli orti italiani, eppure protagonista di molte e gustose ricette. Il nome ne indica la radice, quella dedicata al consumo, dalle fattezze scure e irregolari e dalla rigida corteggia. La polpa, tuttavia, è bianca e dal sapore lievemente amarognolo, ma piacevole. Adatta anche alla coltivazione in autunno, quali sono le pratiche idonee per la semina in orto oppure in vaso?

Prima di cominciare, è sempre bene vagliare la possibilità di coltivare la scorzonera nel proprio luogo di residenza, anche in relazione alle caratteristiche climatiche. Per questo, utile sarà chiedere consiglio al proprio negozio di botanica o al fornitore di semenze di fiducia.

Cosa sapere prima di coltivare la scorzonera

Scorzonera

Tragopogon dubius. Salsify dubious (Lat. Tragopógon dúbius) – a biennial plant, species of the genus Salsify (Tragopogon) aster family (Asteraceae) via Shutterstock

Con il termine scorzonera si intende un genere di piante piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia Asteraceae. Si caratterizzano per un aspetto erbaceo annuale o perenne, con infiorescenza gialla molto simile alla margherita. Per gli usi alimentari, tuttavia, si fa ricorso alla radice di due principali varietà: la Scorzonera hispanica, conosciuta anche come scorzonera orticola, oppure la Scorzonera undulata, quest’ultima preferita in pasticceria. Il nome, almeno nella tradizione popolare, sembra essere collegato all’aspetto della stessa radice: presenta una buccia, ovvero la scorza, molto scura, dall’aspetto quasi a corteccia. L’ortaggio non è particolarmente diffuso nella grande distribuzione, anche per la ridotta domanda e per alcuni decenni in cui la pianta è stata pressoché dimenticata in cucina. Negli ultimi tempi, anche con l’emersione di stili alimentari biologici o vegetariani, ha però trovato nuova linfa vitale.

Il clima preferito è quello mediterraneo, soleggiato ma non eccessivamente caldo. L’ortaggio si adatta comunque a una coltivazione anche autunnale e invernale, a seconda di quando si vorranno consumare le radici: la semina avviene in primavera per un raccolto già dall’inizio dell’autunno, oppure a fine estate per garantire disponibilità anche per i primi periodi dell’inverno.

Il terreno ideale è morbido ma profondo, ben drenante e arieggiato. Per garantire una crescita rigogliosa, sarà necessario una concimazione con concimi organici, quali letame o compost, ma anche optare per una dimora precedentemente coltivata con altre varietà, come ad esempio le patate. Utile è anche mescolare il terreno con dell’humus, quindi un’opera di blanda zappatura per distribuire le sostanze nutritive in modo uniforme e in profondità.

Le necessità d’acqua variano a seconda della temperatura esterne. Nel primo periodo dopo la semina, l’annaffiatura potrà essere quotidiana, ma senza esagerare per evitare dannosi ristagni. Dopo una decina di giorni si segue l’aridità del terreno, aumentando fino al ritorno quotidiano in caso di temperature particolarmente afose.

Coltivazione in orto e in vaso

Scorzonera

Salsify vegetables on wood via Shutterstock

La scorzonera può essere efficacemente coltivata in orto e in vaso, anche se questa seconda modalità non è molto diffusa, a meno che la pianta non venga scelta a scopo ornamentale per i suoi fiori.

In ogni caso, la predisposizione del vaso sarà molto importante. Innanzitutto, bisognerà scegliere un contenitore molto profondo: le radici sono infatti ben estese in lunghezza. Dopodiché si inserisce sul fondo un letto di ghiaia e cocci, per favorire il deflusso dell’acqua, e si riempie il tutto con un terriccio morbido, areato, arricchito con compost, altri concimi organici oppure humus. Per la dimora in giardino, invece, oltre alla concimazione sarà necessaria una zappatura per garantire una distribuzione uniforme delle sostanze nutritive.

La semina, come già accennato, varia a seconda del periodo di raccolta desiderato: tra marzo e aprile per un consumo già all’inizio dell’autunno, alla fine dell’estate per una disponibilità invernale. L’operazione avviene normalmente in dimora, praticando delle piccole buche di uno o due centimetri, dove inserire 2-3 semi. Sarà importante mantenere una buona distanza tra un esemplare all’altro, di 15-20 centimetri e, qualora si lavori in file, mantenere una trentina di centimetri l’un l’altra. All’apparizione dei primi germogli, sarà infine indicato procedere a un’opera di diradamento, così da eliminare gli esemplari più deboli. La raccolta avviene all’incirca a partire dai due mesi dalla semina, una tempistica che tuttavia varia a seconda delle condizioni climatiche del luogo di residenza. Di solito si scava delicatamente in prossimità di una radice per saggiarne la lunghezza, decidendo poi se raccoglierla oppure lasciarla nel terreno. La scorzonera, infatti, non teme permanenze in orto prolungate. È però necessario procedere con attenzione e cautela, poiché la radice potrebbe facilmente rompersi.

Tra le pratiche di manutenzione ciclica, l’eliminazione delle erbacce e di altre varietà infestanti, la pacciamatura se considerata necessaria, nonché l’eliminazione di insetti ed eventuali parassiti terricoli.

7 novembre 2015
I vostri commenti
Vittoria , lunedì 29 febbraio 2016 alle2:14 ha scritto: rispondi »

Complimenti per la chiarezza

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