Molto diffusa in passato, e negli ultimi tempi tornata lentamente in voga, la scorzobianca è un ortaggio che si presta al consumo autunnale e invernale. La radice, infatti, può trovare applicazione in varie ricette della dieta mediterranea, soprattutto in quelle di origine popolare. Ma come coltivarla in vaso oppure in orto?

Si è già visto in un precedente articolo come coltivare la scorzonera, una radice dalle simili fattezze, ma anche con differenze di rilievo. Le due varietà condividono parte del nome per la loro colorazione: una scura e quasi nera, simile alla corteggia, l’altra più candida dai toni del bianco e del beige. Prima di procedere alla coltivazione, inoltre, è utile chiedere consiglio al proprio fornitore di semenze e botanica di fiducia, così da verificare la compatibilità con le condizioni climatiche del proprio luogo di residenza.

Cosa sapere prima di coltivare la scorzobianca

Il Tragopogon porrifolius, conosciuto come Scorzonera bianca o scorzobianca, è una pianta erbacea del genere Tragopogon, appartenente alla famiglia delle Asteracee. Viene coltivata sin dai tempi antichi per la sua rafice carnosa, consumata cotta. La pianta ha un ciclo di vita biennale e si caratterizza per un’estensione di circa un metro, per foglie strette e allungate di un verde molto scuro. I fiori sono singoli e di piccole dimensioni, normalmente tendenti al violaceo, mentre la radice è a fitone: è lunga, carnosa, di colore bianco e lunga circa una ventina di centimetri. In Italia esiste anche una varietà spontanea, disponibile ampiamente dei prati, ma di norma si preferisce consumare gli esemplari da coltivazione.

Il clima ideale è quello mediterraneo, non eccessivamente caldo né troppo esposto alle gelate, sebbene la pianta ben si adatti a temperature più tipiche dell’autunno e dell’inverno. Non a caso la raccolta avviene proprio in queste stagioni, con l’estrazione delle radici fino agli inizi della primavera successiva, quando avverrà nuovamente la semina.

Il terreno preferito è morbido, fresco, ricco di humus e altamente drenante. Prima della coltivazione, tuttavia, è utile un’opera di vangatura per eliminare sassi e altri ostacoli nel terreno, poiché potrebbero portare allo sviluppo di radici anomale o biforcute. Inoltre, utile può essere anche una fertilizzazione con del concime organico, quale il compost, oppure affidarsi alle pratiche della rotazione delle colture.

Le necessità d’acqua variano, come facile intuire, a seconda del periodo dell’anno in cui la coltivazione avviene. La radice non ama i ristagni, quindi nelle stagioni più piovose dell’anno potranno essere più che sufficienti i fenomeni atmosferici. In estate, invece, si consiglia di vagliare l’aridità del terreno, provvedendo poi all’annaffiatura nelle prime ore del mattino oppure al tramonto. In questa stagione, inoltre, potrebbe essere utile predisporre dei ripari per mantenere la pianta in penombra, così che non soffra troppo le calure eccessive.

Coltivazione in vaso e in orto

La scorzobianca può essere efficacemente coltivata sia in orto che in vaso, anche se questa seconda modalità non è molto diffusa: serve, infatti, una buona profondità affinché la radice si sviluppi correttamente.

In ogni caso, la predisposizione del vaso è molto importante. Sul fondo andrà adagiato un letto di ghiaia e cocci, così da favorire il deflusso dell’acqua, mentre si riempirà il tutto con del terriccio morbido, liscio, privo di elementi come sassi e rametti che potrebbero ostacolare la crescita delle radici. Utile anche l’utilizzo di concimi come il compost, mentre in giardino è consigliata un’opera di vangatura, così come già accennato.

La coltivazione avviene per semina, da effettuarsi in tarda primavera, a ridosso tra aprile e maggio. Si può procedere direttamente in dimora definitiva, praticando delle buche di circa un paio di centimetri di profondità, da riempire con 2-3 semi ciascuno. Inoltre, è opportuno mantenere una sufficiente distanza tra un esemplare e l’altro, nonché circa una quarantina di centimetri qualora si procedesse per file. All’apparizione dei primi germogli, utile sarà procedere al diradamento, eliminando gli esemplari più deboli ed evitando che due piantine crescano troppo ravvicinate. La raccolta avviene tra l’autunno e l’inverno, per proseguire progressivamente fino alla successiva primavera. Va sottolineato come le radici vengano estratte principalmente con l’ausilio della forca, poiché la raccolta a strappo potrebbe danneggiarle.

Tra le necessità di manutenzione ciclica, l’eliminazione delle erbacce e di altre piante infestanti, nonché il controllo di eventuali parassiti e ospiti dell’orto sgraditi, come piccoli roditori.

29 novembre 2015
I vostri commenti
Pier Luigi Caffese, lunedì 30 novembre 2015 alle9:50 ha scritto: rispondi »

Scorzonera regina del mio trionfo di mare o cappon magro con almeno 10 verdure. Nel Tigullio genovese l'abbiamo sempre coltivata.Bisogna pulirla come le carote ma dato che sporca di marrone le mani(come se fumaste,vi consiglio di usare i guanti.Bisogna sempre bollirla con aceto e un cucchiaio di farina.Sbollentata,si mangia con olio EV oppure mia nonna la infarinava e friggeva.Il trionfo di mare o vecchio cappon magro si fa mettendo la scorzonera bollita.In Francia i grandi chef la bollono e poi al forno con besciamella e formaggio per crostare.In Francia mettono gruviera,da noi o parmigiano o pecorino sardo che è quello usato nel pesto.Il pesto senza pecorino sardo vecchio è come una bella donna ma piatta senza belle tette,non piace.Informo che si vendono i semi con scritte varie tra cui cicoria di Chiavari ma è sempre scorzonera.Poi in Francia trovate sia la scorzonera bianca che nera.Sotto l'aspetto medico salutare,bisogna scrivere un trattato tanto fa bene.Nonna la consigliava per chi sogffre di acidi urici.

Lascia un commento