L’Unione Europea ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia per il ritardo accumulato nell’invio del piano per la gestione delle scorie nucleari. La messa in mora decisa dalla Dg Energia della Commissione Europea nello specifico punisce l’Italia per aver trasmesso il programma per la gestione dei combustibili radioattivi a febbraio del 2016 a fronte della scadenza fissata ad agosto 2015. Un ritardo attribuibile al Ministero dello Sviluppo Economico, ente chiamato ad applicare la direttiva 2011/70/Euratom che disciplina il corretto smaltimento delle scorie nucleari.

A preoccupare le autorità UE non è soltanto il ritardo accumulato dall’Italia nell’invio del programma. La Commissione Europea è entrata nel merito del testo, esprimendo perplessità sul piano italiano. L’UE lamenta diverse lacune nel piano: dall’assenza della valutazione ambientale strategica (VAS) e delle considerazioni ambientali preliminari, alla mancata consultazione pubblica sui siti di stoccaggio. Le autorità italiane si sono dette disposte a fornire alla Commissione UE ulteriori chiarimenti sul piano per la gestione delle scorie radioattive, con la speranza di poter chiudere la procedura di infrazione prima che l’iter scatti alla fase successiva.

Il testo del programma, che verrà reso pubblico a breve, dovrebbe contenere l’elenco dei siti ritenuti idonei dalle autorità italiane per lo stoccaggio delle scorie. Il Governo ha cercato di mantenere il più stretto riserbo sulle aree individuate, memore dell’avversione della popolazione per il nucleare. Una riservatezza che non potrà durare ancora a lungo. Quando verrà avviata la fase di consultazione le aree papabili dovranno essere rese note.

Secondo Alessandro Bratti, presidente della commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, dalla pubblicazione dei siti passeranno almeno 8 anni per realizzare il deposito. Bratti denuncia due criticità che stanno rallentando l’iter del programma di gestione delle scorie:

La mancata partenza dell’Isin, l’ispettorato nucleare previsto dal Governo, e la gestione della Sogin, la società pubblica incaricata per il decommissioning del nucleare italiano.

Il Governo italiano è in ritardo anche sulla definizione del programma per la gestione del combustibile nucleare irraggiato e dei rifiuti radioattivi, atteso per la fine del 2014. Il provvedimento dovrà superare diversi passaggi prima di entrare in vigore tramite un decreto del Presidente del Consiglio.

29 aprile 2016
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento