Scorie nucleari, tra 5 anni deposito in Italia. Individuati 50 siti

L’Italia avrà il suo deposito di stoccaggio delle scorie nucleari. Lo assicura Sogin, che garantisce la costruzione entro cinque anni dall’approvazione del progetto. Nonostante il referendum dello scorso giugno abbia chiuso la porta in faccia all’ipotesi di costruzione di nuove centrali atomiche, sembra non si possa evitare il ricorso a questi speciali siti di stoccaggio.

A comunicarlo la Sogin, società statale che si occupa dello smaltimento delle scorie nucleari, che afferma di aver già individuato 50 località in cui risulterebbe possibile impiantare questi speciali “luoghi di contenimento“. Il nome di queste aree non è stato reso noto, mentre è stato fatto sapere che di queste soltanto una verrà alla fine scelta come luogo designato.

Le scorie nucleari sarebbero in aumento nel nostro Paese, il cui numero è alimentato non solo da quelle relative al nostro primo e unico “esperimento” atomico, ma in larga parte da scarti medicali come avanzi di radiografie e radioterapie. In aggiunta sembra che sia in arrivo un nuovo “invito” da parte dell’Unione Europea, che chiede ai vari stati di dotarsi di un proprio deposito nazionale. Come dichiarato da Giuseppe Nucci, amministratore delegato della Sogin:

La necessità del Deposito si fa più stringente – ha spiegato Nucci – per varie ragioni tra cui quella che prevede il ritorno in Italia tra il 2020 e il 2025 delle barre di combustibile delle vecchie centrali spedite in Francia per essere trattate. Inoltre c’è il monito Ue a dotarsi del Deposito nazionale entro il 2015. E a queste ragioni si aggiunge “la sofferenza” dei depositi delle scorie nucleari medicali attuali, che sono sempre più pieni, con un trend in crescita per questo tipo di scorie.

13 ottobre 2011
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