Il Governo Monti rassicura tutti sulle scorie nucleari: i criteri per la scelta del sito di stoccaggio geologico, che spetta all’ISPRA definire, arriveranno entro il 30 dicembre come previsto. Lo ha affermato il sottosegretario al Lavoro Michel Martone, rispondendo a un’interrogazione parlamentare del deputato piemontese del PD Luigi Bobba.

Bobba, in realtà, chiedeva informazioni sul deposito temporaneo di scorie nucleari di Saluggia, capitale italiana del nucleare che ospita ancora una bella fetta dell’eredità atomica del nostro paese: circa l’85% delle scorie prodotte dalle centrali nucleari italiane nei pochi anni della loro attività.

Martone è andato oltre, specificando che il Governo ha affidato all’ISPRA il compito di redigere i parametri in base ai quali verrà scelto il deposito definitivo, quello geologico. Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo il mare: una volta individuati i parametri di scelta, si dovrà scegliere veramente e affrontare la scontata protesta delle popolazioni locali. Nessuno, infatti, vuole vivere a due passi da un deposito di scorie nucleari.

È rimasto nella storia il precedente tentativo, fatto dal Governo Berlusconi nel 2003. Allora fu scelto il Comune di Scanzano Jonico, in provincia di Matera, ma Berlusconi fece il grave errore di sottovalutare la tenacia del popolo lucano che tutto voleva tranne che diventare la pattumiera nucleare d’Italia.

Nel novembre di quell’anno iniziò la protesta, pacifica ma efficace: il decreto con il quale si individuava Scanzano come sito idoneo per il deposito geologico fu modificato e, da allora, si cerca un altro sito. Sono passati dieci anni, sarà la volta buona?

21 settembre 2012
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I vostri commenti
Mario Oz, sabato 22 settembre 2012 alle20:22 ha scritto: rispondi »

nessun geologo può certificare un sito per la durata geologica d 10.000 anni, il tempo di decadimento delle scorie! Di cosa stiamo parlando?

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