Non l’avrebbe mai pensato Diego Suárez, 7 anni, mentre stava giocando con la sorella ad Aysen, un sito fossilifero all’interno della Formazione del Giurassico Superiore di Toqui nelle Ande Cilene (Cile meridionale), accompagnato dai genitori geologi, eppure cercando pietre decorative è inciampato nelle ossa di un piccolo dinosauro di 145 milioni di anni fa, un parente erbivoro del T-Rex mai scoperto prima.

Nel sito erano presenti le ossa di una dozzina di esemplari di questo dinosauro, compresi 4 scheletri completi. È stato quindi possibile risalire alla struttura di quello che è stato chiamato Chilesaurus diegosuarezi, in onore proprio del suo scopritore. È stato descritto da Fernando E. Novas del Museo Argentino de Ciencias Naturales “B. Rivadavia” a Buenos Aires e da colleghi di altri istituti argentini e cileni in un articolo uscito il 27 aprile su Nature.

Si tratta di un teropode primitivo, appartenente cioè ad un gruppo di dinosauri bipedi e per lo più carnivori, sviluppatisi nel Triassico medio (220 milioni di anni fa) fino alla fine del Cretaceo (circa 65 milioni di anni fa), che comprendeva anche i più famosi Velociraptor e Tyrannosaurus. Il Chilesaurus in particolare risale al Giurassico superiore, era caratterizzato da dimensioni molto piccole per un dinosauro, paragonabili a quelle di un tacchino, ma in alcuni casi gli individui riuscivano ad arrivare anche ai 3 metri di lunghezza.

Nel mondo scientifico viene chiamato anche “dinosauro ornitorinco”, perché come l’ornitorinco sembra “un’accozzaglia” di caratteristiche tipiche ciascuna di un’altra specie: zampe anteriori robuste simili a quelle dell’Allosauro (altro teropode), dotate di due dita come il T-Rex, però più tozze e senza artigli; collo lungo, come i vari dinosauri dal collo lungo (di dimensioni molto maggiori); testa piccola e denti a forma di foglia.

Tutto questo sarebbe l’effetto di un fenomeno evolutivo chiamato “evoluzione convergente a mosaico“. Come spiega Martin Ezcurra, ricercatore della Birmingham University:

Il Chilesaurus fornisce un buon esempio di come funziona l’evoluzione da tempi molto antichi ed è uno dei casi più interessanti di evoluzione convergente documentati nella storia della vita.

Che la dieta di questo dinosauro fosse vegetariana lo dimostra proprio la sua dentatura. Questo rende la scoperta ancora più importante perché dimostrerebbe come l’ipotesi di una diversificazione della dieta verso l’erbivorismo sarebbe stata più comune e più antica di quanto si pensava. Lo studio infatti, secondo Martin Ezcurra:

Costringerà i paleontologi a fare più attenzione in futuro nell’identificazione di ossa di dinosauro frammentarie o isolate.

28 aprile 2015
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