Sconti su cibo scaduto: iniziativa UK contro lo anti-spreco alimentare

Quello dello spreco alimentare è un problema serio in molti Paesi del mondo. Secondo l’Institution of Mechanical Engineers, ogni anno vanno nel cestino dei rifiuti 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti. Per questo la cooperativa Co-op ha deciso di passare all’azione in Gran Bretagna.

Nei supermercati della cooperativa di consumatori viene venduto del cibo che ha superato il limite indicato come consigliato per il consumo. Le vendite di questi alimenti proseguono per un mese dalla data indicata e avvengono a prezzi scontati. Una possibilità importante per evitare di buttare via degli alimenti ancora buoni, ma che spesso vengono considerati da mettere da parte.

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Chi si batte contro gli sprechi alimentari da diverso tempo fa notare che sulle confezioni di molti prodotti vengono riportate delle indicazioni che spesso non rispecchiano la realtà. Ci si riferisce alla data sotto la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro il”. Una frase che finisce per spaventare chi acquista i prodotti, spingendo i consumatori a buttare il cibo quando si supera questa data. In realtà questa indicazione non ha niente a che fare con la vera data di scadenza, che è quella che deve essere considerata con molta attenzione.

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La Co-op inglese ha deciso di agire direttamente contro questi principi, mettendo in vendita fino ad un mese dopo la data consigliata cibi secchi o in scatola, che in pratica non hanno una data di scadenza. Inoltre si prevede l’arrivo sulle corsie dei supermercati anche di alimenti che hanno alte proprietà di conservazione.

Gli esperti sottolineano che non tutto il cibo va buttato quando non ha più un aspetto invitante, perché esistono dei batteri che non sono pericolosi. La maggior parte dei microrganismi che introduciamo nel nostro corpo non dovrebbe essere fonte di preoccupazione. Per questo non dovremmo essere spinti a buttare ad esempio delle banane solo perché presentano qualche macchia scura.

In Italia lo spreco di cibo annuale è pari a 20 milioni di tonnellate, una cifra che corrisponde a ben 8 miliardi di euro. I calcoli dicono che, tra il cibo realizzato nei Paesi occidentali, una quantità tra il 30% e il 50% viene buttata tra i rifiuti. Tutto questo avviene spesso proprio a causa delle date di scadenza consigliate e delle varie offerte che spesso nei supermercati spingono ad acquistare anche quando non c’è realmente la necessità.

7 dicembre 2017
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