È una triste immagine quella che alcuni fotografi hanno immortalato per le vie di Jakarta, in Indonesia: piccole scimmie nane travestite da bambole. Sofferenza e sgomento è quello che trasmettono questi piccoli esseri, costretti all’umiliazione e alla costrizione di una maschera. In Indonesia non fa più scalpore, la popolazione passa indifferente lanciando svogliatamente qualche moneta.

Ma i turisti rimangono disturbati e atterriti dalla visione di questi piccoli animali sfruttati per qualche soldo. È una condizione di doppia sofferenza: la povertà di chi mendica e l’umiliazione di chi si esibisce. Le scimmie di piccola statura sono legate al collo per una catena mentre, vestite con abitini mignon, indossano una testa di gomma di bambola che blocca loro la visuale e il respiro.

Ed Wray, fotografo freelance in Indonesia da anni per catturare scorci e immagini della realtà urbana, è rimasto colpito dalla visione di queste scimmie camuffate. In alcuni posti la povertà spinge a sfruttare quelle che sono le anime più deboli, spesso gli animali, per questo non è raro imbattersi in scimmiette ammaestrate capaci di salti e acrobazie.

Ma la morbosità di un abbigliamento e una maschera sono, purtroppo, una novità recente che non è passata inosservata. Lo show frutta guadagni ma le piccole non usufruiscono dei benefici, perchè a fine giornata tornano in gabbia nelle Monkey Village. Ovvero i luoghi di reclusione e addestramento di queste piccole scimmiette.

Inscatolate in box angusti, spesso vengono legate in verticale, a volte a testa in giù, con le braccia bloccate sulla schiena. In questo modo le si obbliga ad una posa eretta, per loro innaturale e la costrizione spesso le conduce ad una morte per asfissia.

Una petizione ha smosso l’opinione pubblica, sollevando l’interesse generale. Ma è elaborato arginare quello che è solo l’ultimo step di un procedimento molto più complesso. Bisognerebbe comprendere quale percorso hanno intrapreso questi animali per raggiungere illegalmente la città, strappate in modo brutale alla giungla. Oltre al non trascurabile motivo che spinge gli abitanti del luogo a fare questo: la povertà, l’impossibilità di vivere in modo degno.

Inevitabilmente drammatico e doloroso pensare, in una nazione dove i più poveri vivono con meno di 1 dollaro al giorno, che esista il concetto di rispetto dei più deboli. Una catena di sfruttamento e miseria, che difficilmente potrà avere fine, e che vede gli animali sempre sul gradino più basso.

21 settembre 2012
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I vostri commenti
Carla, martedì 11 marzo 2014 alle10:42 ha scritto: rispondi »

Se in Indonesia c'è così tanta miseria come possono pensare di racimolare qualche soldo esibendo questi poveri animali camuffati da bambole ? Ma che li lascino in pace nel loro habitat !

Roby, martedì 21 maggio 2013 alle21:17 ha scritto: rispondi »

Mi limito a scrive che visione con non poca soddisfazione i siti che parlano di terremoti minuto per minuto. ;)

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