La scimmia cappuccina, o Cebus capucinus, rientra tra i primati considerati altamente sociali che condividono buona parte delle loro attività con il gruppo, trascorrendo la prima parte della loro vita a stretto contatto con la madre. Una separazione forzata in giovane età gli impedisce di sviluppare un corretto dialogo tra simili, gettandoli nel triste isolamento. Ed è quello che è accaduto a Chuki, un maschio ospite da sette anni della Comunidad Inti Wara Yassi, un centro di soccorso faunistico con sede a Parque Machia, nell’Amazzonia boliviana. L’animale è stato trovato dentro una scatola fuori dal cancello della struttura, solo, piccolo e spaesato. Il team si è subito interessato al suo benessere accogliendolo presso il centro.

Dopo un primo periodo la scimmia, seguita con cura, aveva mostrato alcune forti difficoltà a cibarsi. La sua masticazione risultava lenta e dolorosa, per questo lo staff aveva deciso di effettuare delle visite approfondite. I raggi X hanno confermato una deformazione della mascella causata dalla presenza di un pezzo di metallo, conficcato nell’osso e impossibile da togliere. Probabile scheggia del proiettile che deve aver ucciso sua madre, lasciandolo solo e ferito. Questi esemplari finiscono tristemente nel circuito del commercio illegale, catturati e trasformati in animali da compagnia. Una realtà del tutto innaturale che crea loro profonda sofferenza.

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Nonostante la condizione di solitudine, Chiki ha potuto interagire a distanza con altri suoi simili presenti presso la Comunidad Inti Wara Yassi. La difficoltà a cibarsi e un’iterazione corretta, durante i primi anni, gli hanno impedito di attuare un contatto diretto. La sua voglia di amicizia si è scontrata più volte con il timore dell’ignoto, con la paura di perdere il cibo tramutandosi in rabbia. Per questo il centro sta progettando una recinzione speciale, caratterizzata da spazi precisi, che consentano alla scimmia di farsi conoscere e dialogare in modo graduale e sereno. Un passo dopo l’altro, per tranquillizzare il suo animo e stimolare la corretta interazione. Per realizzare questo sogno il gruppo chiede il sostegno dei donatori e dei follower che seguono le evoluzioni degli ospiti attraverso la pagina di Facebook.

21 dicembre 2016
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