Lo scandalo sulle emissioni truccate dei motori diesel che ha coinvolto la Volkswagen negli Stati Uniti rischia di avere pesanti ripercussioni sul mercato automobilistico italiano. Il colosso tedesco avrebbe ordinato alle concessionarie lo stop alle vendite delle vetture con motore euro 5 tipo EA 189. Una misura precauzionale in attesa di chiarire la posizione della compagnia di fronte alle autorità.

I veicoli diesel che per ora non verranno più venduti in Italia sono 19: i modelli Audi A3, A4, A5, A6, TT, Q3 e Q5; la Seat Leon, Altea e Alhambra; la Skoda Yeti, Octavia e Superb; la Volkswagen Sharan, Touran, Golf, Maggiolino, Passat e Tiguan. La misura avrà effetto su circa 40 mila vetture.

Nelle scorse ore il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini ha diffuso le prime stime sui veicoli coinvolti complessivamente nel “dieselgate” in Italia: circa un milione. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi non teme però scossoni per l’economia italiana:

Non sono preoccupato, non temo ripercussioni sulla crescita italiana. Non si tratta di una catastrofe ambientale, è uno scandalo e come tale andrà punito.

Stando alle ultime informazioni trapelate l’Unione Europea da almeno due anni era a conoscenza dell’alterazione dei test. Il Joint Research Center aveva invitato le autorità comunitarie a effettuare test su strada per quantificare le emissioni reali prodotte dai veicoli.

Secondo alcune indiscrezioni trapelate nelle ultime ore anche i vertici del colosso tedesco erano a conoscenza di violazioni della legge. La Bosch, fornitore di componenti per i veicoli Volkswagen, aveva avvisato la compagnia che i software civetta non erano legali. L’azienda nel 2011 avrebbe ignorato anche gli avvertimenti di uno dei suoi tecnici.

L’UE annuncia tolleranza zero sulle frodi. L’adozione di nuovi metodi per la verifica del rispetto delle norme sulle emissioni delle auto verrà discussa il prossimo 1 ottobre nel corso del “Consiglio competitività”.

Il nuovo amministratore delegato della Volkswagen Matthias Mueller malgrado la bufera si mostra fiducioso, sostenendo che la compagnia riuscirà a riacquistare la credibilità perduta e uscirà più forte di prima dallo scandalo.

In attesa di ricevere i dovuti chiarimenti molti Paesi europei corrono ai ripari. La Svizzera ha ordinato il blocco delle vendite. La Germania ha intimato alla Volkswagen di eliminare il software illegale da tutte le vetture coinvolte. Le auto dovranno adeguarsi ai parametri sulle emissioni di gas serra vigenti in territorio tedesco entro il 7 ottobre. In caso contrario l’ufficio automobilistico federale tedesco (KBA) le ritirerà dal mercato, bloccando le nuove vendite e vietando alle vetture non in regola già in circolazione di continuare a viaggiare sulle strade nazionali.

28 settembre 2015
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AGI
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