La vasta eco del “Dieselgate”, lo scandalo sulle emissioni di ossidi di azoto (NOIx) che dalla seconda metà di settembre tiene banco fra i vertici Volkswagen, è arrivata anche in Cina.

In questi giorni, riferisce una nota diramata dall’agenzia di stampa Reuters che a sua volta riporta una notizia del quotidiano statale China Daily, un gruppo ambientalista cinese ha annunciato di aver citato in giudizio Volkswagen proprio in merito alle modalità impiegate dai tecnici di Wolfsburg relativamente alle emissioni.

Più nel dettaglio, riporta la notizia, degli 11 milioni di autoveicoli del Gruppo Volkswagen che sono stati “pizzicati” con valori delle emissioni di NOx manipolati in sede di laboratorio, 1.950 si troverebbero in Cina.

A intraprendere azione legale nei confronti di VW è il gruppo ambientalista CBGDF – China Bodiversity Conservation and Green Development Foundation: secondo l’associazione cinese per la difesa dell’ambiente Volkswagen avrebbe:

Prodotto e messo in vendita veicoli che non sarebbero dovuti essere messi sul mercato, unicamente per cercare profitti economici aggirando le leggi cinesi, a discapito dell’ambiente e della salute pubblica.

È subito arrivata una replica da parte dei responsabili della filiale cinese Volkswagen, i quali avrebbero “preso atto e prestato la massima attenzione a quanto espresso dall’associazione per la difesa dell’ambiente”, anche se formalmente la citazione da parte dei Tribunali cinesi non è ancora stata emessa.

Una nota diramata dai dirigenti locali di Volkswagen indica che i tecnici di Wolfsburg aggiorneranno i software dei motori interessati e sono pronti a esibire alle autorità giudiziarie una efficace soluzione tecnica.

21 dicembre 2015
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