Ormai è chiaro che i famosi cinque semestri del Quinto Conto Energia sono solo sulla carta del decreto firmato da Corrado Passera: gli incentivi al fotovoltaico dureranno molto di meno e, se tutto va bene, per l’estate prossima saranno finiti. Quindi un paio di semestri, tre al massimo. E dopo? Dopo è tutto da definire ma qualcosa andrà fatto perché il fotovoltaico non è ancora in grid parity.

Lo è, ad esempio, in Spagna (che ha un’insolazione paragonabile alla Sicilia) ma per impianti enormi in cui si riesce a scendere parecchio con i costi grazie all’economia di scala. In Italia, invece, o ci inventiamo il Sesto Conto Energia o qualcos’altro. Come l’estensione dello scambio sul posto, il meccanismo che prevede la possibilità di consumare in un secondo tempo l’energia elettrica prodotta da un impianto.

Attualmente il limite di potenza dell’impianto per usufruire dello scambio sul posto è fissato a 200 kW, ma su un grosso capannone industriale c’è spazio per 1 MW o più. Una grande azienda, quindi, potrebbe avere interesse a costruire un impianto da diversi mega anche senza incentivi qualora abbia la possibilità di consumare di notte l’energia che ha prodotto in eccesso di giorno.

Dalle segherie alle aziende agricole con cella frigorifera accesa h24, sarebbero moltissime le aziende che potrebbero avere forti risparmi in bolletta con un sistema di scambio sul posto più generoso. Tanto che al Ministero dell’Ambiente ci hanno già pensato, come ha ammesso il dirigente Marcello Garozzo: l’idea è quella di portare lo scambio sul posto a 10 MW di potenza per favorire l’autoconsumo anche senza incentivi statali.

Ma non c’è da cantar vittoria troppo presto perché l’Autorità per l’Energia ha già fatto sapere che ci sono molte cose che non vanno (o che non gli piacciono): se non ricevi gli incentivi non paghi gli oneri di dispacciamento che lo Stato chiede per compensare i costi di sbilanciamento della rete elettrica. Il fotovoltaico, infatti, non è programmabile e bisogna adattare la produzione delle altre centrali elettriche per non mandare in tilt la rete.

Garantire a tutti lo scambio sul posto con potenze di diversi MW aprirebbe la strada a una nuova età dell’oro del fotovoltaico e aggiungerebbe altra potenza non programmabile alla nostra malandata rete, facendo salire i costi di gestione della stessa. Ecco, a questo punto, che tutti i nodi di una confusionaria gestione degli incentivi al fotovoltaico vengono al pettine.

11 settembre 2012
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I vostri commenti
Maurizio Ziomaul, domenica 16 settembre 2012 alle23:08 ha scritto: rispondi »

Quello del problema del bilanciamento della rete è una scusa in quanto esistono Stati che hanno un maggior uso di energie rinnovabili... Comunque tra poco, con l'aumento di gas e petrolio, anche in Italia il fotovoltaico arriverà al grid-parity!

Giunasc, mercoledì 12 settembre 2012 alle13:47 ha scritto: rispondi »

Buongiorno, scusate, ma come fa il Quinto Conto Energia di Passera a durare 3 semestri, se oggi il contatore del GSE segna 6.320.000.000 a cui vanno aggiunti 140.000.000 per il primo registro, 50.000.000 per gli impianti innovativi e 50.000.000 per le amministrazioni, totale: 6.560.000.000, quindi i 6.700.000.000 del decreto sono ormai dietro l'angolo ...

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