Scala Mercalli e Ambiente Italia: FIMA invia lettera alla RAI

Una lettera aperta della FIMA per chiedere alla RAI chiarimenti in merito al futuro dell’informazione ambientale nel servizio pubblico. Ciò che ha chiesto la Federazione Italiana Media Ambientali è in sostanza, come riportato da quest’ultima, l’avvio di una discussione pubblica che faccia chiarezza sulla “visione della Rai e gli eventuali progetti alternativi per formare e informare la cittadinanza su temi ambientali”.

Come riportato nella lettera inviata dalla Federazione Italiana Media Ambientali ai vertici RAI e alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza sulla politica informativa del servizio pubblico in materia d’informazione ambientale, viene sottolineato il nuovo colpo all’informazione ambientale rappresentato dalla cancellazione dai palinsesti di Ambiente Italia:

L’ambiente è sempre più al centro dell’attenzione dei cittadini e delle grandi istituzioni internazionali. Ma la RAI, il servizio pubblico, assesta un altro colpo all’informazione in questo campo.

La FIMA ha proseguito nella lettera sottolineando i meriti dello storico programma del TGR, in merito al contatto con il territorio e le comunità locali, esponendo problemi ed eccellenze, così come i casi di “cattiva gestione del patrimonio comune” e:

I molti casi d’inquinamento ancora oggi presenti, ma anche i processi economici e le politiche virtuose che puntano a proteggere e valorizzare le risorse naturali e culturali che tutto il mondo ci invidia.

La lettera inviata dalla FIMA è stata sottoscritta da oltre 70 firmatari (operatori dell’informazione e della comunicazione, cittadini, associazioni, imprenditori impegnati nei molteplici settori ambientali e amministratori).La richiesta della Federazione è quella di ripristinare i due programmi, Ambiente Italia e Scala Mercalli (che ha subito la cancellazione appena poche settimane prima) così da consentirgli di svolte quella funzione di informazione pubblica sul tema ambientale:

Proprio mentre il governo italiano si prepara a ratificare l’Accordo di Parigi sul clima, sulla scorta di quanto compiuto già da diversi governi mondiali, questa maniera di procedere ci sembra quanto mai sbagliata e controproducente.

Le trasmissioni dedicate all’ambiente, alla cultura, alla solidarietà e alla costruzione del senso civico, alla divulgazione scientifica e naturalistica non vanno cancellate, ma rafforzate e sostenute perché raggiungano un pubblico sempre più ampio.

21 settembre 2016
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I vostri commenti
adriano, lunedì 26 settembre 2016 alle20:47 ha scritto: rispondi »

In questo "Bel Paese" succede anche questo: le cose che funzionano e denunciano le nefandezze dei politici e gli interessi occulti dei palazzinari, prima o poi vengono furbescamente tolte di mezzo, magari solo per lasciare spazio a programmi idioti perditempo saturi di pubblicità, e hanno il coraggio di farti pagare il canone in modo forzoso e pretestuoso, che vergogna appartenere a questo: (sistema paese)

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