La scabbia è una malattia, un’irritazione della cute creata da parassiti. Può colpire anche il cavallo, procurando un forte prurito lungo il manto dell’animale. Nonostante il formato e le cure anche questo animale, se non adeguatamente seguito, può sviluppare questa forma particolare di scabbia o rogna. La più comune è quella sarcoptica seguita dalla demolettica, quindi dalla simbiotica.

La prima interessa la testa, il collo e il garrese; la scabbia demolettica colpisce invece il ciuffo, la criniera, una parte della coda, la base ma anche le cosce. Infine la simbiotica investe la parte inferiore degli arti e le zampe del cavallo. Il tutto infastidisce l’animale che tende a grattarsi in modo nervoso. I parassiti che favoriscono questa irritazione rientrano nella grande famiglia degli acari.

Sintomi

I sintomi principali della scabbia sono prurito intenso, irritazione, il pelo appare opaco, spento, l’animale prova fastidio e certe volte dolore. La cute è irritata, può presentare lesioni e croste. Il cavallo cerca di lenire il fastidio cercando di grattarsi, oppure scuotendo la testa per eliminare parassiti e insetti. L’animale può presentare febbre, linfonodi ingrossati, può risultare emaciato, debole, smagrito e inappetente.

In alcuni casi la scabbia è prodotta da un fastidioso parassita, che scava all’interno della cute dell’animale per deporvi le uova. È il contatto con il parassita a favorire il contagio, quindi a infastidire il cavallo. Solitamente un ambiente sporco, una stalla trasandata con una pessima gestione igienica, sono luoghi favorevoli alla proliferazione del parassita e della malattia. Il cavallo è un animale sensibile che necessita di cure, attenzioni e di soventi lavaggi del manto.

La scabbia si può sviluppare maggiormente alla fine dell’inverno, in concomitanza con l’arrivo della primavera. Una temperatura più mite ne favorisce la diffusione veloce e rapida. Il periodo di incubazione può durare anche sei settimane, il parassita può sopravvivere anche due settimane sottopelle.

Terapia

Per curare la rogna del cavallo è importante consultare il veterinario. Questi effettuerà esami specifici per stabilire l’origine della malattia, quindi consiglierà la cura più adatta. La terapia contempla l’assunzione di medicinali per via orale, antibiotici e antinfiammatori. Quindi il taglio del manto e della criniera, pr eliminare i parassiti annidati, spazzolate costanti del corpo per togliere croste e sporco.

Il cavallo verrà lavato con shampoo specifici, oppure frizionato con acqua e sapone di Marsiglia. Un massaggio con pomate lenitive potrà favorire la cicatrizzazione delle ferite, quindi diminuire il prurito. Infine poco olio di oliva steso sulla cute potrà rigenerare la parte dolorante. Vista la delicatezza della pelle si possono ottenere ottimi risultati anche con prodotti omeopatici, sempre su prescrizione veterinaria.

14 aprile 2014
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I vostri commenti
Comparini Giovanni, giovedì 11 maggio 2017 alle17:55 ha scritto: rispondi »

Ho letto il vostro articolo sulla rogna del cavallo e penso che questo sia il caso della mia cavalla Bastik di 2 anni e 9 mesi. Il problema e' che io sto' a Bali, Indonesia, dove e' difficile trovare prodotti per equini. E farli arrivare dall'estero e complicato oltre che costoso. Mi servirebbero dei consigli per cure pratiche, da improvvisare sul posto, con prodotti naturali o meno reperibili facilmente. Poi quando verro' in Italia a Giugno, potro' comprare prodotti specifici. Vi ringrazio in anticipo se potrete darmi qualche consiglio utile a risolvere o minimizzare il problema Attualmente sto' provando, con scarso successo un prodotto chimico da spruzzare (1 parte su 300 parti di acqua) , consigliatomi da un veter. locale: Amitraz G. Comparini

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