Si è soliti sostenere che lo sbadiglio sia contagioso, almeno fra gli umani: non capita di rado, infatti, che la singolare azione coinvolga tutti i partecipanti a un medesimo gruppo sociale. Eppure questo singolare comportamento, capace di assumere vere e proprie forme di comunicazione, potrebbe anche essere condiviso tra specie diverse, ad esempio tra i cani e i loro proprietari. È quanto dimostrano alcuni studi recenti, pronti a sottolineare come sbadigliare possa addirittura rafforzare il rapporto tra uomo e quadrupede.

Lo sbadiglio è sempre stato oggetto di grande interesse da parte della scienza, anche poiché sulle ragioni di un gesto così singolare non vi sarebbe, a oggi, un preciso accordo scientifico. Robert Provine, docente di psicologia e neuroscienze presso l’Università del Maryland, spiega infatti come l’azione sia studiata da parecchi decenni, con una ricerca che si è decisamente intensificata a partire dagli anni ’80. Si tratti di noia, di stanchezza, di fame o di ansia, non è ben chiaro quale sia il processo del cervello, soprattutto a livello chimico, capace di attivare lo sbadiglio. Ben più chiare, invece, sono le conseguenze: sbadigliare riattiva il sistema circolatorio, aumenta leggermente il battito cardiaco e la funzione respiratoria.

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Proprio perché sembra che sbadigliare sia in grado di riattivare le funzioni dell’organismo, molti scienziati ne hanno indagato la frequenza in tutte quelle situazioni di vita che richiedono ottime performance e grandi attenzioni. È quindi emerso come il gesto appaia spontaneamente, e in modo più ripetitivo rispetto ad altre situazioni di vita, nei musicisti prima di un concerto, negli atleti olimpionici prima della gara, tanto che si sospetta l’azione possa garantire un apporto energetico pari alla caffeina.

Eppure, nonostante questa primaria funzione, tutti gli esperti sembrano essere concordi nel rilevare nello sbadiglio una funzione sociale e comunicativa. Uno studio del 2011 dell’Università del New England, in Australia, ha svelato come l’effetto contagioso sia più evidente quando si è in presenza di persone sconosciute: dinnanzi a estranei, infatti, è meno probabile che lo sbadiglio altrui attivi la stessa risposta in chi lo osserva. Uno studio antecedente dell’Università di Londra, quest’ultimo pubblicato nel 2018, ha inoltre evidenziato come il sistema di conoscenza non valga solo fra gli umani, ma anche fra cane e proprietario.

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I ricercatori hanno costituito un gruppo di cani, sottoposti questi ultimi alla visione di un uomo intento a sbadigliare. Dai test, è emerso come ben 21 cani sul totale siano stati “contagiati” dall’azione, suggerendo una comunicazione interspecie, basata sulla reciproca fiducia. Anche in questo caso, infatti, i cani ripeterebbero il comportamento con più frequenza in presenza di un umano conosciuto. Si sospetta, di conseguenza, lo sbadiglio rafforzi il rapporto, stimoli la comprensione reciproca e incentivi il legame tra il proprietario e il suo amico a quattro zampe.

15 maggio 2017
Fonte:
NPR
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