Cresce l’attesa e la preoccupazione intorno al rientro sulla Terra di UARS, il satellite della NASA ormai in disuso che, dopo aver vagato per anni nello spazio dopo la sua dismissione avvenuta nel 2005, sta perdendo costantemente quota fino a finire risucchiato dalla forza di gravità terrestre con il conseguente rientro nell’atmosfera.

A preoccupare gli esperti e non solo loro è infatti la possibilità che nel momento in cui il satellite entrerà a contatto con l’atmosfera terrestre dando luogo a una spettacolare esplosione, non tutte le sue componenti riescano e disintegrarsi e a disperdersi nell’aria, con il rischio che parti più o meno grandi possano attraversare incolumi l’atmosfera e arrivare a precipitare sulla Terra.

Secondo la NASA, dati più precisi riguardo la situazione si avranno circa 20 minuti prima dell’impatto tra il satellite e l’atmosfera. Per questo motivo, le previsioni fatte dagli esperti dell’agenzia spaziale americana hanno individuato almeno due finestre orarie all’interno delle quali eventuali pezzi rimasti integri potrebbero finire per precipitare sulla Terra.

Le due potenziali fasce indicate sono comprese tra le 21.25 e le 22.03 di domani 23 settembre e tra le 3.34 e le 4.12 del 24. Per quanto riguarda invece le aree in cui gli eventuali pezzi potrebbero cadere ci sono delle previsioni che indicano nel Nord-Est d’Italia una delle zone con più alto rischio di impatto, mentre in misura assai minore l’evento potrebbe interessare alcune regioni del Centro.

La conferma del pre-allarme in cui sono state messe le istituzioni italiane è arrivata anche dalla Protezione Civile, più precisamente dal capo Franco Gabrielli, che oltre a escludere ogni pericolo per Toscana, Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta ha spiegato:

La previsione nominale di rientro e quindi di possibile caduta sull’Italia dei frammenti del satellite UARS è prevista alle ore 19,15 di venerdì 23 con una finestra di incertezza che si apre alle 13 del 23 e si chiude alle 05 di sabato 24 settembre. La percentuale che i frammenti del satellite Uars possano colpire una persona è dello 0,9%. Non pensiamo a un’evacuazione perché sono coinvolte 10 milioni di persone ma puntiamo sull’autoprotezione e daremo informazioni ogni due ore.

Nessuna evacuazione per la popolazione quindi e rischio relativamente basso, ma un po’ di preoccupazione comunque resta per via dell’incertezza che circonda questo avvenimento. Un problema che secondo alcuni diventerà via via più pressante in funzione dell’enorme quantità di rifiuti spaziali che si sono accumulati negli anni a pochi chilometri dall’atmosfera terrestre.

22 settembre 2011
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