Gli enormi spazi sotterranei del Sasso San Gottardo erano fino a pochi anni fa coperti dal segreto militare svizzero. Erano bunker scavati nell’evenienza di una guerra atomica europea, dove rifugiarsi in attesa di tempi migliori. Dallo scorso agosto i due chilometri di gallerie ospitano due musei sotterranei, uno militare e uno ecologico, collegati da una funivia sotterranea, visitabili da fine maggio fino ad ottobre, quando il passo è transitabile.

All’interno del museo molte installazioni interattive spiegano le sfide legate alla gestione delle nostre risorse, quali l’acqua, il clima, la mobilità, l’habitat, l’energia e la sicurezza. Il tema acqua parte dalla considerazione che sul Gottardo si formano alcuni importanti fiumi europei: il Rodano, la Reuss, il Reno e il Ticino. Si esplorano poi gli usi dell’acqua e i problemi relativi al diritto di accesso a questa risorsa. La parte sul clima spiega gli effetti locali dei cambiamenti globali: sulle Alpi il ritiro dei ghiacci, lo scioglimento del permafrost e l’aumento di frequenza delle catastrofi naturali sono evidenti e tangibili. Il tema della mobilità è declinato nel suo impatto ambientale e viene esposto parallelamente alla storia del passo del Gottardo, evidenziandone le ambivalenze.

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Di energia si parla in termini di efficienza di conversione da una forma all’altra (l’energia non la creiamo noi esseri umani, la trasformiamo solamente) e di limitatezza delle risorse fossili, che spingeranno sempre di più il mondo ad usare le energie rinnovabili. L’ultimo tema, quello della sicurezza, illustra in che modo le prime opere di artiglieria della seconda guerra mondiale sono diventate obsolete. Oggi le guerre si combattono in altro modo e la difesa si fa soprattutto on line, controllando l’informazione.

Meno didattica, ma più emozionante, la sala con i cristalli giganti completa la visita, di circa un paio d’ore. La temperatura all’interno è sui 18 gradi, si consiglia pertanto di vestirsi adeguatamente e di indossare scarpe comode per visitare il Sasso San Gottardo.

6 marzo 2013
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