Sarkozy rilancia sul nucleare: 1 miliardo di euro in investimenti

Nonostante la catastrofe di Fukushima, il referendum abrogativo che in Italia ha sbarrato definitivamente la strada al nucleare e la decisione di paesi quali Svizzera e Germania di chiudere le proprie centrali, la Francia e, in particolare il presidente Nicolas Sarkozy, hanno annunciato un nuovo piano di investimenti sul nucleare di quarta generazione.

Nel corso di una conferenza stampa in merito al prestito di 35 miliardi di euro stanziato a fine 2009 con l’obiettivo di promuovere gli investimenti sui settori più avanzati dell’economia nazionale, il presidente francese ha infatti affermato:

Abbiamo intenzione di investire ancora nella sicurezza nucleare. Non c’è alternativa: la Francia è più dipendente dall’energia nucleare di qualsiasi altro paese, con la maggior parte di energia elettrica prodotta dai suoi reattori atomici.

Secondo il capo dell’Eliseo, in particolare, si tratterebbe di una cifra pari a circa 1 miliardo di euro da utilizzare per migliorare la tecnologia attualmente disponibile e, soprattutto, garantire maggiori standard di sicurezza. Unica nota positiva, il fatto che, parallelamente al nucleare proseguirà l’impegno anche su altri fronti, precisando che:

Saranno investiti 1,35 miliardi di euro sulle energie rinnovabili e sui processi di produzione a emissioni zero.

Ma davvero questa scelta riflette il parere dei francesi? Probabilmente no. Fra le numerose proteste che si sono susseguite in questi giorni non bisogna infatti dimenticare, ad esempio, la catena umana composta da circa 7000 francesi che, a Fessenheim (Alsazia), hanno manifestato allo scopo di ricordare che nella zona sono ancora attivi i 2 reattori francesi più vecchi.

La centrale, che risale al 1977, funziona infatti con tecnologie decisamente superate (risalenti al dopoguerra, N.d.R.) e, come se non bastasse, è in attesa del giudizio delll’Autorità sulla Sicurezza Nucleare che dovrà pronunciarsi sull’eventualità di chiudere definitivamente il reattore 1.

28 giugno 2011
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