La Canadian Environmental Law Association lancia l’allarme sui rischi per la salute umana e per gli ecosistemi che derivano dall’utilizzo e dalla dispersione nell’ambiente di antibatterici. Ogni giorno milioni di persone impiegano, nella cura del corpo e nell’igiene della casa e dei capi d’abbigliamento, diversi prodotti contenenti triclosan e triclocarban. Tutto questo malgrado diversi studi abbiano dimostrato che il normale sapone, meno aggressivo, e l’acqua calda riescano a disinfettare le superfici e a eliminare i batteri senza necessità di sostanze così aggressive.

Il triclosan e il triclocarban, presenti in molti saponi, dentifrici e detersivi, mettono a rischio gli ecosistemi fluviali e lacustri. Quando il triclosan viene a contatto con il cloro, durante il progetto di disinfezione, dal processo di degradazione vengono infatti generate diossine. Anche l’acqua potabile, dunque, potrebbe subire una contaminazione.

Gli scienziati canadesi hanno rilevato tracce di triclosan e triclocarban nelle urine di tutte le persone testate. Gli antibatterici potrebbero causare resistenza agli antibiotici e alterare gli equilibri ormonali dell’organismo. Malgrado attualmente né il triclosan né il triclocarban rientrino nella lista delle sostanze pericolose per l’uomo, gli ambientalisti canadesi chiedono di intervenire, come già ha fatto il Minnesota sulla base di studi regionali, per tutelare la salute dei laghi e prevenire potenziali rischi per la popolazione.

L’associazione ha ricordato il caso del DDT, sostanza pericolosa per l’uomo, ora bandita, ritenuta per tanti anni sicura. Ogni volta che una sostanza viene inserita nella lista nera, lamentano gli ambientalisti, l’industria chimica la sostituisce con una ancora più aggressiva che per anni miete danni fin quando non si riesce a dimostrarne la tossicità.

Questo circolo vizioso, secondo la Canadian Environmental Law Association, deve finire. Il primo passo è ridurre l’utilizzo di detersivi e saponi con agenti antibatterici aggressivi, spingendo le aziende a realizzare prodotti più sicuri, in attesa che anche le autorità facciano la loro parte, bandendo le sostanze potenzialmente tossiche.

14 luglio 2014
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